Il Tirreno

Grosseto

Giannutri, piazzola dell’elisoccorso ko

di Elisabetta Giorgi

La pista del Pegaso inagibile per un guasto elettrico. Abitanti in allarme, il Comune attende l’arrivo di un componente

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ISOLA DI GIANNUTRI. La piazzola dell'elisoccorso di Giannutri è inagibile da tempo. Colpa di un guasto elettrico non ancora riparato e che impedisce al Pegaso di atterrare durante le ore notturne.

Se scatta un’emergenza tocca farsi il segno della croce. E non si tratta solo di disagi, problemi di telefonia o altri servizi balbettanti ma di ordinaria amministrazione, quanto del rischio di imbattersi in un’emergenza reale che potrebbe sfociare nel dramma. I giannutrini sono in allarme.

Ex perla dell’arcipelago toscano, Giannutri sembra un’isola fantasma dove ogni servizio è ridotto all’osso. La piazzola dell’elisoccorso sorge in una zona di pianura nei pressi del campo sportivo e fu realizzata intorno al 2003. È inagibile da tempo, dicono gli abitanti dell’isola. Quanto? «Da due mesi sicuri. Ce ne accorgemmo il 27 maggio quando ci fu un’esercitazione del 118. Vennero i piloti a fare una ricognizione, chiamarono per accedere alla piazzola per verificare le luci perimetrali e non funzionavano. Dunque, di notte impossibile atterrare». La preoccupazione è notevole. «Se scatta l’emergenza non si sa cosa può accadere. La Capitaneria c’è, ma se il mare è grosso la motovedetta non può avvicinarsi. È in quel caso che il Pegaso sarebbe fondamentale, l’unico modo per portare la gente in salvo. Ormai è troppo tempo che dura il guasto, e respiriamo una sensazione di grande precarietà come se una spada ai Damocle pendesse sopra le nostre teste. Se non lo aggiustano e le condizioni meteomarine sono brutte, un ferito grave è destinato a morire».

In passato gli abitanti hanno fatto un corso con la Cri per acquisire un certo margine di tranquillità e gestire alcuni tipi di emergenze. Per esempio «abbiamo a disposizione un’ambulanza della Croce rossa per portare il ferito dal punto in cui si trova fino all’eliporto o al porto se c’è la capitaneria». Più volte sono capitate situazioni d’emergenza, gestite sia con la Capitaneria che con il Pegaso. Ora che però l’elisoccorso è fuori uso, quando potrà ripartire?

Da parte sua il Comune dell’isola del Giglio, al quale è in capo la manutenzione da far fare a una ditta incaricata, risponde che la procedura di riparazione è in corso. Nel senso che - spiega - «abbiamo appurato che si tratta di un componente rotto che è stato ordinato». Insomma, il Comune sta aspettando l’arrivo di questo pezzo dell’ingranaggio, che però «è di non facile reperimento: nel frattempo la ditta di elettricisti è stata allertata ed è pronta a scattare non appena arriverà». Restano ignoti al momento i tempi. In ogni modo al Comune risulta che la pista sia inagibile da 20 giorni e non da due mesi.

Intanto sull’isola regna scontento anche su altri fronti. Per esempio sullo stato di manutenzione delle “bitte”, ovvero dei colonnini di attracco delle imbarcazioni a Cala Spalmatoio e Cala maestra dove si lega la cima. Erano 3: una è stata sostituita, mentre le altre 2 no e sono a rischio distacco. Sono questi gli unici punti in cui le barche che fanno approvvigionamento approdano portando viveri o gasolio. «Ora, se salta anche quest’ultimo servizio, saremo ancora più isolati, senza più nulla: cosa aspettano a riparare?»

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