La manifestazione
Giannutri, piazzola dell’elisoccorso ko
La pista del Pegaso inagibile per un guasto elettrico. Abitanti in allarme, il Comune attende l’arrivo di un componente
ISOLA DI GIANNUTRI. La piazzola dell'elisoccorso di Giannutri è inagibile da tempo. Colpa di un guasto elettrico non ancora riparato e che impedisce al Pegaso di atterrare durante le ore notturne.
Se scatta un’emergenza tocca farsi il segno della croce. E non si tratta solo di disagi, problemi di telefonia o altri servizi balbettanti ma di ordinaria amministrazione, quanto del rischio di imbattersi in un’emergenza reale che potrebbe sfociare nel dramma. I giannutrini sono in allarme.
Ex perla dell’arcipelago toscano, Giannutri sembra un’isola fantasma dove ogni servizio è ridotto all’osso. La piazzola dell’elisoccorso sorge in una zona di pianura nei pressi del campo sportivo e fu realizzata intorno al 2003. È inagibile da tempo, dicono gli abitanti dell’isola. Quanto? «Da due mesi sicuri. Ce ne accorgemmo il 27 maggio quando ci fu un’esercitazione del 118. Vennero i piloti a fare una ricognizione, chiamarono per accedere alla piazzola per verificare le luci perimetrali e non funzionavano. Dunque, di notte impossibile atterrare». La preoccupazione è notevole. «Se scatta l’emergenza non si sa cosa può accadere. La Capitaneria c’è, ma se il mare è grosso la motovedetta non può avvicinarsi. È in quel caso che il Pegaso sarebbe fondamentale, l’unico modo per portare la gente in salvo. Ormai è troppo tempo che dura il guasto, e respiriamo una sensazione di grande precarietà come se una spada ai Damocle pendesse sopra le nostre teste. Se non lo aggiustano e le condizioni meteomarine sono brutte, un ferito grave è destinato a morire».
In passato gli abitanti hanno fatto un corso con la Cri per acquisire un certo margine di tranquillità e gestire alcuni tipi di emergenze. Per esempio «abbiamo a disposizione un’ambulanza della Croce rossa per portare il ferito dal punto in cui si trova fino all’eliporto o al porto se c’è la capitaneria». Più volte sono capitate situazioni d’emergenza, gestite sia con la Capitaneria che con il Pegaso. Ora che però l’elisoccorso è fuori uso, quando potrà ripartire?
Da parte sua il Comune dell’isola del Giglio, al quale è in capo la manutenzione da far fare a una ditta incaricata, risponde che la procedura di riparazione è in corso. Nel senso che - spiega - «abbiamo appurato che si tratta di un componente rotto che è stato ordinato». Insomma, il Comune sta aspettando l’arrivo di questo pezzo dell’ingranaggio, che però «è di non facile reperimento: nel frattempo la ditta di elettricisti è stata allertata ed è pronta a scattare non appena arriverà». Restano ignoti al momento i tempi. In ogni modo al Comune risulta che la pista sia inagibile da 20 giorni e non da due mesi.
Intanto sull’isola regna scontento anche su altri fronti. Per esempio sullo stato di manutenzione delle “bitte”, ovvero dei colonnini di attracco delle imbarcazioni a Cala Spalmatoio e Cala maestra dove si lega la cima. Erano 3: una è stata sostituita, mentre le altre 2 no e sono a rischio distacco. Sono questi gli unici punti in cui le barche che fanno approvvigionamento approdano portando viveri o gasolio. «Ora, se salta anche quest’ultimo servizio, saremo ancora più isolati, senza più nulla: cosa aspettano a riparare?»
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google