Il Tirreno

Grosseto

MASSA MARITTIMA

«Comprare l’area ex Molendi»

La lista civica chiede al Comune di farne la “cerniera” della città

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MASSA MARITTIMA. Comprare l’area ex Molendi per farne la “cerniera” tra periferia e centro storico. Dare il via a una trattativa con l’attuale proprietà, la società Porta al Salnitro, per far sì che piazzale Mazzini torni a essere quello per cui era stato progettato nel medioevo: la porta di Massa Marittima. È la richiesta che la lista civica Massa Comune fa all’amministrazione di Marcello Giuntini con una mozione.

«Può diventare il filtro ideale all’approccio più opportuno col centro storico – si legge nel testo – rispettandone il ruolo senza soccombere di fronte ad esso». Lo spunto della mozione sta proprio tutto in questa filosofia urbanistica. Parlano di «cerniera» i tre consiglieri della civica, intesa come «l’elemento urbanistico di raccordo tra le porzioni della città che reclamano di relazionare tra sé per i fini più svariati». Ad esempio come il centro storico massetano e le altre vie che si affacciano all’arrivo in città.

«Noi dobbiamo solo saper sfruttare ciò di cui Massa già dispone, senza fatica alcuna se non quella di portare un consapevole rispetto a quello sul quale apprestarsi ad intervenire» continuano dalla civica. In questo senso, l’area ex Molendi e la vicina piazza Mazzini diventerebbero la perfetta porta per la città. Per questo Massa Comune chiede che il Comune provveda ad acquistare lo spazio, così da non lasciarlo in mano ai privati.

Serve, si legge nel testo, «promuovere un’attenta riqualificazione urbanistica della porzione di territorio di cui fa parte». La trattativa però non parte da zero, visto il lungo contenzioso tra l’ente e la società Porta al Salnitro. Lo dice anche la civica: «avanziamo questa richiesta pur in attesa di una sentenza del Consiglio di Stato al riguardo che, verosimilmente, imporrà al Comune di Massa Marittima di rifondere un danno, anche ingente». La storia risale al progetto che voleva la realizzazione di un parcheggio sotterraneo e un’altra serie d’interventi al cospetto del Duomo di San Cerbone. Allora il Comune diede i permessi, bocciati poco dopo dalla Soprintendenza dei Beni culturali e il progetto svanì. La società chiese i danni e il Tar ha accolto questa richiesta, costringendo l’ente a portare la vicenda davanti al Consiglio di Stato. Per questo, continua Massa Comune, occorre intervenire alla svelta. Tant’è che non chiede, ma pretende una risposta entro tre mesi. «Ciò affinché, pur a seguito di un risarcimento disposto dal Consiglio di Stato e corrisposto alla società “Porta al Salnitro”, non rimanga alcun diritto a quest’ultima come invece sarebbe senza procedere secondo quanto proposto con questa mozione».

Alfredo Faetti

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