Il Tirreno

Grosseto

Il Prestito sociale Una luce accesa sul dramma povertà

di Gabriele Baldanzi
Il Prestito sociale Una luce accesa sul dramma povertà

Microfinanziamenti gestiti da Caritas con soldi della Regione In pochi mesi 309 richieste a Grosseto, perlopiù da italiani

3 MINUTI DI LETTURA





I poveri, anche in Maremma, crescono in modo esponenziale. La cartina tornasole stavolta è rappresentata dalla fame di piccoli prestiti. Ammontano infatti a 139.500 euro i contributi erogati sul territorio attraverso il cosiddetto Prestito Sociale, un progetto varato e finanziato con 5 milioni di euro dalla Regione Toscana per sostenere, con prestiti fino a 3mila euro _ senza garanzie e senza interessi _ le persone e le famiglie in situazioni di particolare difficoltà o fragilità socioeconomica.

La Caritas diocesana di Grosseto è stata la capofila nell’area socio-sanitaria grossetana del progetto, che ha coinvolto una vasta rete del volontariato sociale del territorio: Querce di Mamre, Acli, Ceis, Arciconfraternita di Misericordia e Arci solidarietà.

Nell’area grossetana il percorso del prestito sociale è stato chiamato “Dare credito alle persone”, proprio per mettere in evidenza l'obiettivo principale dell'iniziativa: non erogare contributi a pioggia per sopperire a generiche difficoltà economiche, ma dare una mano a chi, trovandosi in una situazione di fragilità, vuole contare su una nuova opportunità per rimettere in moto la speranza e guardare con meno cupezza al futuro. È previsto, peraltro, che la somma ricevuta “in prestito” venga restituita nell’arco di 36 mesi, secondo modalità concordate con gli operatori degli sportelli.

Sul territorio sono stati istituiti 8 sportelli-centri di ascolto, che da dicembre 2013 hanno raccolto ben 309 domande di accesso al prestito sociale (numeri addirittura superiori a quelli di città molto più grandi), il 60% delle quali presentate da italiani. Di queste, ne sono state approvate 67, con una erogazione media di 2mila euro. Ad oggi la restituzione del contributo è intorno al 36%. La Caritas diocesana ha gestito circa il 75% delle pratiche.

Dalla metà di gennaio e fino a metà febbraio c’è stata la fase di ricezione delle domande, secondo una modalità ben organizzata: sono state raccolte dieci istanze al giorno, ogni pomeriggio dalle 14,30 alle 19 su appuntamento. Allo sportello si sono alternati quotidianamente quattro volontari, oltre ai ragazzi del servizio civile Caritas, che hanno provveduto all’inserimento delle pratiche nel software che la Regione ha dedicato al progetto.

Il progetto prevedeva anche l’organizzazione di corsi di formazione per i volontari, in grado di fornire ai partecipanti nozioni su tre livelli: accoglienza della domanda, compilazione della richiesta di prestito (operatore di primo livello) e accompagnamento e sostegno delle persone e delle famiglie coinvolte nell’intero periodo di restituzione del prestito sociale (operatore di secondo livello).

«La forza di questo progetto – ha spiegato ieri il direttore del Coeso Società della Salute, Fabrizio Boldrini – è stata proprio quella di mettere in rete istituzioni e volontariato in maniera professionale. I nostri assistenti sociali hanno contribuito a formare i volontari, che hanno potuto così assistere con maggiori strumenti le persone che si sono rivolte a noi. Da tempo sul nostro territorio, enti, volontariato e Terzo settore lavorano fianco a fianco dando vita a vari progetti di sussidiarietà, ma questa del Prestito sociale è stata un’esperienza straordinaria, che ha permesso anche di mappare i bisogni dei cittadini, anche di quelli che non sono mai entrati in contatto con i servizi sociali o con Caritas».

Per la cronaca l’Isee medio delle persone che hanno fatto domanda di prestito ammontava a 4.300 euro, molto al di sotto della soglia di povertà. Tra questi anche professionisti.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa