Il Tirreno

Grosseto

Il Comandante dice addio dopo 14 anni esaltanti

di Maurizio Caldarelli
Il Comandante dice addio dopo 14 anni esaltanti

Prese la società biancorossa in serie D, da allora promozioni a raffica fino alla B giocatori come Pinilla e Immobile e 43 allenatori esonerati, compreso Allegri

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GROSSETO. Sarà vero che la consegna della fidejussione sarà l’ultimo regalo alla città di Grosseto, prima della cessione? Saranno i prossimi giorni a dirlo. Rimane il fatto che Piero Camilli ha fatto vivere al popolo delll’Unione Sportiva Grosseto l’era più importante della sua storia, con risultati mai raggiunti prima.

L’imprenditore di Grotte di Castro, leader europeo nel settore dell’allevamento ovino, sbarcò a Grosseto ad inizio estate di quattordici anni fa, dopo aver rilevato il 23 giugno 2000 le quote della società guidata da Luigi Franco Moretti e Maurizio Santini, al termine di una trattativa che si arenò più volte prima di arrivare alla conclusione.

Partendo dalla serie D, con il Comandante il Grosseto ha vissuto stagioni esaltanti, sfiorando addirittura una finale per la serie A che sarebbe stata strameritata dopo quell’indimenticabile 2-0 al Livorno del giugno 2009 di fronte a 8.241 spettatori paganti. Sfogliando l’album dei ricordi del Grosseto dal 2000 ad oggi ci sono delle immagini splendide. Come non ricordare il duello con Poggibonsi ed Aglianese in serie D, che superarono Meacci e compagni di due ed una lunghezza, a quota 76 e 75 punti?

Altrettanto belle le sfide con il Tivoli, prima di un ripescaggio che spalancò le porte al professionismo dopo ben 18 anni di purgatorio tra i dilettanti.

In questi 14 anni il Grosseto ha collezionato trionfi a ripetizione: le promozioni dirette in C1 (al termine della stagione 2003-2004) e sopratttutto quella in serie B, grazie al gol dell’australiano Valeri nella bolgia di Padova il 13 maggio 2007. Nella bacheca ci sono anche una Supercoppa di serie C, quattro ammissioni ai playoff promozione e le tante giornate in vetta della classifica con il mister Gustinetti e capitan Consonni (il senatore con 199 presenze) in campo.

Camilli ha fatto parlare di sé per i 43 allenatori che si sono avvicendati sulla panchina biancorossa, per non parlare dei 19 direttori sportivi che hanno parlato per lui.

Prima della sfortunata stagione 2012-2013, iniziata sotto una cattiva stella (con una penalizzazione di 6 punti), dopo essere stato scagionato con formula piena dall’infamante accusa di illecito per il calcioscommesse, Piero Camilli non aveva mai conosciuto la parola retrocessione e in quel torneo provò a schierare 42 giocatori (un record) per cercare di contrastare un destino forse già scritto. La caduta in Lega Pro ha segnato profondamente Camilli, che, deluso e stanco, ha deciso di mettere in vendita il gioiello di famiglia.

In questi anni hanno indossato la maglia biancorossa fior di giocatori: quattro di loro (Pinilla, Immobile, Valeri e Tachtsidis) hanno addirittura partecipato ad un mondiale; Piovaccari, Donati e Sforzini (il bomber assoluto con 41 reti) hanno disputato la Champions League. Tra gli allenatori, Massimiliano Allegri (esonerato due volte da Camilli) ha vinto lo scudetto con il Milan, mentre Stefano Pioli, dopo aver fatto la fortuna di Palermo e Bologna, ha ora scelto la Lazio.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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