Il Tirreno

Grosseto

RAPPORTO CNA

Anche l’artigianato sprofonda

2013 choc: «Meno vetrine del territorio e più sostegno alle imprese»

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GROSSETO. Fatturato, investimenti, retribuzioni e consumi: è tonfo dell’artigianato.

A confermare il dramma di un intero comparto è il tradizionale rapporto Trend Cna illustrato dal direttore dell’associazione, Renzo Alessandri. I dati, riferiti al 2013, parlano chiaro: in Maremma crolla l’edilizia _ fino a due anni fa settore trainante _ e cresce la mortalità delle imprese. Si salvano i servizi, ma solo per la buona performance dei trasporti: riparazioni, servizi alle famiglie e alle imprese chiudono i bilanci 2013 con cifre in rosso.

«Nel lungo periodo della crisi, quello che va dal 2008 a oggi, l’artigianato maremmano perde il 27 per cento dei fatturati. Nello stesso periodo è pessimo anche il saldo tra imprese aperte e chiuse: meno 464».

Nel solo 2013 il fatturato artigiano si ferma a 311,7 milioni di euro “e segna un arretramento del 16 per cento rispetto al 2012».

L’impoverimento dei fatturati spinge giù anche le principali voci di costo, come consumi e retribuzioni. Male anche il manifatturiero: paga i pessimi risultati di metalmeccanica e alimentari. Arretra il tessile.

Se si analizzano nel dettaglio i diversi settori balza subito all’occhio quello delle costruzioni. «Hanno subìto una contrazione di oltre un quarto del proprio volume d’affari, con una produzione totale di 148,1 milioni di euro: è il valore più basso dell’intera serie storica dell’analisi congiunturale Cna».

Qualche nota positiva c’è: l’artigianato del legno e del mobilio chiude il 2013 in attivo. «Le nubi all’orizzonte sono ancora dense e le previsioni difficili. L’artigianato dipende molto dalla domanda interna, ancora asfittica, e paga in alcuni casi la mancanza di diversificazione per settori e mercati (ancora prevale quello di prossimità)». Ma per ripartire, anche «istituzioni, enti economici e banche dovranno fare la loro parte». Per le aziende l’importante è sopravvivere. «La destinazione delle risorse _ conclude Alessandri _ dovrà piegarsi a questa necessità, penalizzando, magari temporaneamente, la promozione del territorio per orientarsi al sostegno delle imprese». (m.b.)

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