Gioco
La frana ha tranciato il tubo Nelle case scarseggia l’acqua
ROCCALBEGNA. Roccalbegna e la sua frana che continua a mettere ai cittadini i bastoni fra le ruote. Stavolta il problema è l’acqua nelle case. Sono in tanti all’opera per far tornare la normalità nel...
ROCCALBEGNA. Roccalbegna e la sua frana che continua a mettere ai cittadini i bastoni fra le ruote. Stavolta il problema è l’acqua nelle case.
Sono in tanti all’opera per far tornare la normalità nel borgo. Comune, provincia, Consorzio di bonifica, Regione, Enel, Genio civile e diversi professionisti che provano a alleviare la situazione. Tanto è vero che la strada provinciale chiusa da febbraio è ormai riaperta da quasi un mese e si sta progettando il ripristino dell’area colpita dalla frana. Enel ha poi messo in moto un marchingegno per permettere la presenza di corrente elettrica e acquedotto del Fiora, dopo che i tubi erano stati travolti dalla frana ha steso conduttore volanti per dare acqua ai cittadini.
Adesso, però, ad alcune abitazioni di Roccalbegna l’acqua scarseggia. Diversi cittadini si lamentano. «Sono quasi due giorni che si stenta», dicono alcuni di cui si fa portavoce la signora Giannelli.
Il Tirreno ha girato le rimostranze al presidente di Acquedotto del Fiora, Tiberio Tiberi. «Sì, c’è un problema – spiega Tiberi – perché Roccalbegna era servita da due condotte. La frana ha travolto una di queste e adesso la pressione per certe zone è carente. I nostri tecnici sono al lavoro da diverse ore per cercare una soluzione, affinché la pressione possa essere rafforzata. Ma ci sono difficoltà in quanto adesso di condutture ne è rimasta una sola in efficienza. Ci stiamo anche muovendo con la Provincia per capire se crearne un’altra ex novo».
Che i tecnici siano al lavoro lo conferma e sottolinea anche l’assessore di Roccalbegna Fabiana Fabbreschi: «La carenza di acqua è a macchia di leopardo – dice Fabbreschi – ma dobbiamo dare atto al gestore di aver mandato subito i tecnici. Alla popolazione dico di avere un po’ di pazienza, perché sta studiando il da farsi e da ieri stanno girando come trottole».
Ma la signora Giannelli incalza: «La nostra situazione è pesantissima. Il gregge che pascolava dove adesso è la frana non ci può andare più. Il motore installato da Enel fa un rumore assordante che ci toglie il sonno. Adesso l’acqua».
«Sono completamente a disposizione della famiglia Giannelli – spiega l’assessore –. Bisogna parlare insieme di queste loro problematiche, anche se ritengo che per alcune questioni il Comune possa solo essere di appoggio. Ad esempio per il ripristino della zona franosa a cui i professionisti stanno lavorando e per cui si spera di iniziare presto, il Comune non ha voce in capitolo. Possiamo sollecitare, stare con le orecchie tese, ma nulla di più. I pascoli di cui i Giannelli parlano hanno ferite profonde anche 10 metri. Non so cosa preveda il progetto della Bonfica e dunque anche se comprendo la famiglia Giannelli, non ci resta che aspettare, sollecitando, si capisce, i lavori. Posso assicurare che non stiamo inerti. Ai concittadini chiedo di venire in comune per esaminare ogni situazione di difficoltà e cercare insieme soluzioni possibili».
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