Sicurezza
Cane grave, ma niente medicina
I padroni avevano chiesto di sera la cura al farmacista ricevendo un no. Lui: «Non c’era l’urgenza»
ORBETELLO. C’è un cane che sta male. Il proprietario chiama la farmacia (in quel momento chiusa e coi farmacisti reperibili per le urgenze) ma quest’ultima non gli vende il farmaco salva-vita (dunque non apre) perché sulla ricetta non c’è scritto “urgente”. Il padrone prova a insistere: «Ma così il cane muore...» E il farmacista cosa risponde? Dice: «Beh, sì...».
Proprio una risposta che non è piaciuta ai proprietari dell’animale che si dicono sconvolti per la naturalezza di parole così terribili e difficili da digerire. La coppia, Giulio e Gloria Bertani, vive a Porto Santo Stefano dove ha un bel cane che per loro «è come una persona, un figlio, tanto è umano». E che, ormai 14enne, ha contratto un’infezione polmonare.
«Sabato pomeriggio purtroppo il nostro animale, un golden retriever piuttosto anziano, ha cominciato a star male peggiorando a vista d’occhio nel giro di poco. Alle ore 21, avendogli misurato la febbre ed avendola trovata altissima, a 41, abbiamo contattato il veterinario che nonostante l’ora tarda l’ha visitato e trovandolo grave ci ha prescritto, con regolare ricetta, farmaci da somministrare immediatamente, pena il possibile decesso. Abbiamo chiamato alle 22,53 la farmacia del dottor Pianelli a Orbetello il cui numero di cellulare figurava nelle bacheche, per poter avere i farmaci prescritti. Da chi ci ha risposto ci siamo sentiti dire che potevano evadere solo ricette ospedaliere urgenti. Quando abbiamo fatto presente che era urgente e che il cane era in pericolo di vita ci è stato risposto che non si poteva fare nulla. Quando abbiamo chiesto se il cane doveva morire per non avergli somministrato i farmaci, la risposta laconica del nostro interlocutore è stata..... Beh, si».
La signora Gloria, che ha seguito tutte le cure dell’amato Forrest, è sconvolta per il trattamento ricevuto e soprattutto per quelle parole, che le suonano così disumane. «Tutti i cani meritano il giusto rispetto e le cure adeguate ma Forrest per me è speciale perché mi è stato sempre vicino quando sono stata malata e si è guadagnato un grande posto nel mio cuore». E la farmacia cosa dice? Michele Pianelli, figlio del titolare e colui che ha ricevuto la chiamata dei signori, dà una versione differente da loro. «L’unica farmacia aperta 24 ore su 24 è a Grosseto - dice - è a Grosseto. Quando la gente chiama noi, se siamo chiusi, noi cerchiamo sempre di aprire, anche quando non c’è la ricetta: esempio classico quella della tachipirina da dare a un bimbo. Non siamo così fiscali. In genere chiediamo se si possiede la ricetta “urgente”, di solito fatta all’ospedale: in quel caso il signore ha detto che non la possedeva. Mi ha detto solo “il mio cane sta male”. Se uno mi dice “il cane sta male, l’ho appena portato dal veterinario ed è in pericolo di vita, apro”, ma non mi è stato detto niente del genere, non che moriva. D’altra parte, se era davvero in queste condizioni il veterinario l’avrebbe tenuto in clinica. Così ho detto: “per le ricette non urgenti può recarsi a Grosseto, mezz’ora di auto”».
E per quel «Beh sì?» come la mette? «Beh, quella è una cosa che uno dice sarcasticamente..». Dunque, urgente o non urgente, l’amarezza per quel sarcasmo resta. (el. gi.)
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