Sicurezza
Dopo l’addio alla C i genitori accusano «Basket nel caos»
In una lettera chiedono chiarezza sul futuro dei loro figli «Credevamo nel Progetto e invece tocca ripartire da zero»
GROSSETO. Cosa sta succedendo alla pallacanestro cittadina? Il Basket Grosseto rinuncia alla serie C regionale e ripartirà dalla serie D. Che fine faranno i nostri figli?
Se lo domanda un «gruppo di genitori seriamente arrabbiati», che hanno scritto una lettera che chiede una risposta anche al Comune e al comitato della Fip provinciale.
«Lo scorso anno - scrivono - è stato fatto il “Progetto Grosseto”, unendo le forze di Basket Grosseto e Biancorossa, un fatto epocale».
«Ingaggiati due allenatori nazionali - dicono i genitori - da mettere insieme ai coach locali si è partiti con l’intento di valorizzare i giovani ed il vivaio, con risultati in parte centrati con lo spareggio per la serie “C1” e la vittoria della Coppa Toscana ai quali si sono aggiunti buoni risultati delle squadre giovanili».
I genitori sottolineano che «sembrava iniziata una nuova era a Grosseto anche se di fatto gli atleti rimanevano di proprietà delle singole società: un dettaglio trascurabile se rapportato alla nobiltà del Progetto che finalmente vedeva i giovani protagonisti sportivi. Peccato che i sogni durano poco perché, dopo solo un anno, tutto è crollato: il Basket Grosseto si è ritirato dall’attività, sciogliendo la serie C, con la proposta di far confluire tutti gli atleti tesserati nella Pallacanestro Grosseto», che gestirà per il prossimo anno il palazzetto di via Austria, insieme al Basket Grosseto, alla Biancorossa ed all’Aurora.
La Pallacanestro Grosseto lo scorso anno ha gestito una squadra 1998, ma ai firmatari della lettera la mossa non piace: «Non si conosce la sostanza economica della società: insomma una sorta di scatolone vuoto nato dal nulla», dicono rincarando la dose: «Le due società si mettono d'accordo sulle spalle degli atleti e ne decidono la sorte dando un peso in termini di tesseramento alla Pallacanestro Grosseto. È stata proposta una sorta di aut-aut perentorio ed il bello è che proviene dagli stessi dirigenti che lo scorso anno erano nel Basket Grosseto: quest’anno la casacca è cambiata ma gli attori sono i medesimi!!».
Alcuni atleti del 1998 hanno deciso di andare a Piombino per giocare il torneo Under 17 Eccellezza «sobbarcandosi, impresa ardua per dei sedicenni, 150 km ad allenamento».
La paura è che sui giocatori più piccoli, nati con la Biancorossa, ricada «la solita scure delle scelte scellerate che hanno contraddistinto la società capofila del fu Progetto Grosseto perché a questo punto non si capisce nulla».
In mezzo ci sono i genitori preoccupati per il futuro sportivo dei propri figli. «Non per diventare campioni, ma per l’aspetto attinente allo sport come coesione sociale e cura del proprio corpo. Tutto ciò matura nel caldo estivo e con la totale assenza delle istituzioni. Chiediamo: dove siete? Dov’è la Federazione che dovrebbe tutelare i giovani atleti? Perché vengono assegnati, con soldi pubblici, impianti a società che si dissolvono per poi ricomparire con le stesse facce ma con un altro nome?».
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