Attenzione
Unione dei comuni, assegnate le deleghe ai sindaci amiatini
La minoranza in consiglio a Cinigiano però lancia accuse «L’ente scricchiola e nella maggioranza c’è una fronda»
CINIGIANO. Unione dei comuni amiatini, avanti tutta. Ma anche indietro tutta. Le maggioranze che guidano i comuni remano forte, ma qualche minoranza rema contro, fino a chiedere l’uscita del proprio comune dall’Unione, come la minoranza di Cinigiano che addirittura sembra essere certa che c’è qualche fronda antiunionista anche nella maggioranza.
Intanto, però, di certo c’è la nuova giunta dell’Unione, con Claudio Franci, sindaco di Castel del Piano, presidente per 6 mesi: «L’Unione ha avviato il proprio percorso per il perseguimento delle finalità dell'ente – afferma Franci – La mia carica è a tempo per gestire questa delicata fase in cui la mission è di strutturare tutte le funzioni e i servizi che dovranno, entro la fine anno, risultare associati. Lavoro non senza complicazioni, ma dobbiamo stringere tempi e denti».
Intanto il presidente ha affidato le deleghe alla giunta composta dagli 8 sindaci amiatini: ambiente, urbanistica, difesa del suolo, energia, rifiuti a Jacopo Marini ( Arcidosso); diritto allo studio, servizi sociali, sanità’, protezione civile a Claudio Franci (Castel del Piano); forestazione, bonifica, aree protette a Fosco Fortunati( Castell’azzara); agricoltura, attività produttive extra agricole, suap a Romina Sani (Cinigiano); personale, economia e finanze, patrimonio, tributi a Massimo Galli (Roccalbegna); lavori pubblici, viabilità, trasporti a Federico Balocchi (Santa Fiora); cultura, turismo, sport, commercio a Gianpiero Secco (Seggiano; information and communications, technology (ict), organizzazione a Miranda Brugi (Semproniano).
Ma la minoranza di Cinigiano, a guida di Giovanni Barbagli, insinua dubbi e attacca: «L’Unione sta vacillando non solo per le posizione delle minoranze ma anche per la valutazione negativa di membri della maggioranza – afferma – Un piccolo terremoto, perché ci risulta che anche membri della maggioranza di alcuni comuni sostengono la posizione della uscita dall’Unione. Il muro ideologico della maggioranza su questa partita molto delicata, presenta delle crepe, dovute al funzionamento dell’Unione di questi anni, sulle inadempienze, sugli sprechi». E Barbagli ne ha per tutti: «I preannunciati vantaggi economici si sono trasformati in sprechi, come i tanti funzionari che continuano nei rispettivi comuni ad esercitare funzioni bene retribuite che peraltro avrebbero dovuto essere associate. E poi i ritardi nello smaltimento delle pratiche. Deleghe come quella del settore forestale stanno producendo il blocco degli stipendi degli operatori. E poi provvedimenti urbanistici che ritardano la consegna di abitazioni già pronte, dissidi tecnici fra uffici comunali e Unione per il rilascio di autorizzazioni. E ciliegina sulla torta, territori comunali premiati ed altri come quello di Cinigiano penalizzati ai fini della classificazione del Psr regionale. Non ci resta che la rimessa in discussione dell’Unione e la valutazione di dar vita o ad un comune unico o alle convenzioni tra i comuni per servizi e funzioni».
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