Sicurezza
Treno in ritardo, l’odissea del rimborso
FOLLONICA. Farsi rimborsare il biglietto di un treno che ha fatto quasi 3 ore di ritardo? Parrebbe facile, invece è un’odissea. È quanto racconta una signora di Ribolla, Sonia Fabbri, di 62 anni,...
FOLLONICA. Farsi rimborsare il biglietto di un treno che ha fatto quasi 3 ore di ritardo? Parrebbe facile, invece è un’odissea.
È quanto racconta una signora di Ribolla, Sonia Fabbri, di 62 anni, che il 16 giugno scorso ha fatto un biglietto da Follonica per Asti: un inter city Salerno-Torino, che partito alle 11,58 è arrivato nella città piemontese con 2 ore e 40 di ritardo. Amareggiata, «sono andata per chiedere il rimborso - spiega la signora - Due giorni fa mi sono recata alla stazione di Follonica, ma mi hanno detto che era impossibile perché non funzionavano i terminali. E che dovevo tornare oggi (ieri): così sono andata alla stazione, stavolta di Grosseto». Erano le 11,10, prosegue la signora Fabbri. «Un addetto alla biglietteria ha cercato di farmi avere rimborso, pari a 18 euro e 75 centesimi». Purtroppo non è stato facile: «l’addetto mi ha spiegato che, stando al sistema, non gli era possibile avere i soldi: ha fatto delle telefonate, ha chiamato Roma. In pratica il terminale non funzionava. A un certo momento siamo arrivati a conclusione, dopo un’ora, che il biglietto non era rimborsabile perché le Ferrovie non lo hanno “caricato”»: da capire cosa volesse dire. «Dovrei dunque tornare dopo 20 giorni, ammesso che non siano scaduti i termini per il rimborso. Chiedo spiegazioni: come mai il sistema di rimborso non funziona?». (el. gi)
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