Sicurezza
«Sanità, serve un cambio di rotta»
Socialisti contro il piano regionale e il trasferimento del servizio 118 a Siena
GROSSETO. Dopo il sindaco Emilio Bonifazi, l'assessore provinciale Gianni Chelini (Centro Democratico) e il consigliere comunale Fabrizio Rossi (Fratelli d'Italia), anche i socialisti dicono la loro sulla riorganizzazione delle centrali del 118, con una parte del servizio che da Grosseto traslocherà a Siena, e sui tagli continui alla sanità grossetana.
Nella sede del partito, in via Emilia, ieri mattina il segretario Francesco Giorgi, il responsabile dell'area sanità del partito Filippo Andretta (un'esperienza trentennale da dirigente all'Asl 9) e il consigliere Maurizio Cossu hanno incontrato la stampa. «Il Psi – ha premesso Giorgi – è compatto e chiede una riflessione e un cambio di rotta sulle politiche in tema di sanità a livello regionale e locale. Ci sono molti problemi in Maremma, tutti da connettere con il Piano regionale di riorganizzazione della sanità, cose che peraltro avevamo denunciato un anno fa in un incontro pubblico organizzato qui a Grosseto. Ora, con il taglio della centrale del 118 e il suo trasferimento a Siena, quei timori trovano ulteriore conferma».
Al netto delle questioni di campanile, per Giorgi è necessario rilanciare l'azione della politica e aprire un confronto sul sistema della sanità in Toscana.
Poi la palla passa all'esperto, a Filippo Andretta. «Vorrei fare un ragionamento più articolato, partendo dall'organizzazione dei servizi basata sull'intensità di cura. Noi riteniamo che si debba investire sulla formazione e fino a che non ci sarà personale preparato a operare con i criteri dell'intensità di cura sarebbe meglio che questo tipo di organizzazione fosse applicata limitatamente ai reparti».
Andretta ha poi insistito su un altro scippo ai danni di Grosseto. «Nel nuovo bando sull'infermieristica i corsi sono stati fissati come sede a Siena. In pratica Grosseto perde un'altra delle sue eccellenze. Ogni anno circa 60 studenti partecipavano al corso qui in Maremma e questo è un altro danno alla città passato sotto silenzio».
«Il Psi – conclude Maurizio Cossu – sta dalla parte dei cittadini e propone un primo incontro, a breve, in cui si possa parlare del futuro della sanità maremmana». (g.b.)
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