Il dolore
Carabinieri, trasloco più vicino
Accelerazione sul trasferimento della Compagnia a Follonica. Giuntini: a Massa resti una tenenza
MASSA MARITTIMA. Durante le primarie Pd di Massa Marittima, nel suo primo comunicato il candidato Sandro Poli parlò di caserme. «Vanno mantenute tutte le attività consolidate, come la presenza della caserma». Era il 7 febbraio e da allora non se n’è parlato più, né a Massa né a Follonica. Almeno non ufficialmente, perché in realtà il dibattito sul futuro dell’Arma dei carabinieri nel territorio è molto acceso nelle due città, specialmente in quella che si affaccia sul golfo, dove le bocche sono cucite ma comunque trapelano segnali chiari di un cambiamento (storico, se vogliamo) che è nell’aria già da diverso tempo: lo spostamento della compagnia da Massa Marittima a Follonica.
Un cambiamento basato su dei dati precisi e su decisioni prese e consolidate che fanno intendere come la strada sia già stata segnata. I numeri dell’attività militare dell’Arma infatti parla chiaro: la gran parte dei reati, dei crimini, piccoli o grandi che siano, si registrano sulla costa. Non solo in città a Follonica, ma anche le zona limitrofe. Dati che hanno spinto le alte sfere dei carabinieri a pensare a una soluzione, che si è concretizzata nel 2012 con la realizzazione dell’enorme caserma, ad oggi inutilizzata, alla 167 ovest a Follonica. E se sul mare si tratta per trasferire tutta la macchina operativa nella nuova sede di via Pietro Nenni, sul colle massetano s’inizia a pensare al futuro.
Ne parla anche il sindaco Marcello Giuntini, che raggiunto al telefono ammette: «Questa scelta è stata fatta ormai da tempo, altrimenti perché si sarebbe costruita una caserma così grande a Follonica? Quello del trasferimento è un segreto di Pulcinella». Ma poi aggiunge: «Se la Compagnia verrà spostata a Follonica, chiediamo che la stazione di Massa Marittima venga promossa a tenenza». Non tanto per futile gloria, quanto per motivi pratici: farne una tenenza significa raddoppiare il personale che vi opera all’interno, rispetto a una stazione, a cui spetta il compito di occuparsi unicamente del territorio massetano, capoluogo e frazioni.
La svolta non sembra lontana. Sebbene la nuova caserma follonichese sia ad oggi una cattedrale disabitata ricoperta di erbacce, la trattativa tra Comune di Follonica e l’Arma dei carabinieri sembra a buon punto. I patti tra le due parti all’inizio erano questi: l’ente ha pattuito un accordo con una banca per la costruzione della struttura (circa otto milioni di euro), pronto a versare 420mila euro all’anno per coprire il debito. Soldi questi che l’Arma avrebbe versato al Comune sotto forma di affitto per la caserma. Poi però i tagli governativi e la spendig review hanno fatto saltare il banco. Così ha preso il via una nuova trattativa tra le parti, basata sull’attivazione di una compensazione tra il canone che lo Stato dovrebbe versare al Comune e gli affitti che l'amministrazione del golfo ogni anno paga a Roma. Magari con l’aggiunta di qualche permuta dei beni statali a favore dell’ente follonichese.
Una partita che a quanto detto anche nei giorni scorsi dall’amministrazione è pronta a chiudersi. Dopodiché, la nuova caserma aprirà i battenti e tutto sembra predisposto per trasferire lì la Compagnia, portandola via da Massa Marittima. Sono anni che si parla di spostarla, almeno fino ai tempi del prefetto Valentini, quando l’iter procedurale ha avuto una discreta accelerata, prima di arenarsi di fronte ai tagli governativi alle forze dell’ordine.
«La strada è già stata tracciata». Il sindaco massetano però pensa al suo territorio. E questa volta non si tratta tanto di campanilismo, di Compagnia sì Compagnia no. Piuttosto, Giuntini non vuole che questo passaggio possa avvenire come un semplice scambio di ruoli. «Se trasferiranno la Compagnia, chiediamo che la nostra stazione venga promossa a tenenza. In questo modo verrebbe raddoppiato il personale che ci opera. Sono più interessato alla sostanza che alla forma». Da una decina di unità a venticinque. Un numero di militari, a quel punto, che sarebbero a disposizione del territorio massetano. Senza contare che «magari chi già lavora a Massa Marittima vorrà restare in città e in questo modo avremo personale ben preparato sulla zona». Perché quello che preme a Giuntini è che «sia garantita la sicurezza reale e quella percepita dal cittadino».
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