Il Tirreno

Grosseto

Omicidio Villa Adua, chiuse le indagini

di Pierluigi Sposato
Omicidio Villa Adua, chiuse le indagini

L’avviso recapitato ieri dalla Procura: contestati anche occultamento di cadavere, stalking e violenza sessuale

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GROSSETO. Omicidio volontario aggravato dalla premeditazione e dal fatto che la vittima era vittima di stalking. Occultamento di cadavere. Stalking, appunto, con ripetute telefonate, pedinamenti, proposte amorose, regali floreali e di gioielli in oro. Palpeggiamenti.

Eccolo il fine indagini per Antonino Bilella. I sostituti procuratori Salvatore Ferraro e Marco Nassi lo hanno inviato ieri ai difensori del custode di Villa Adua, in carcere perché sospettato di aver ucciso Francesca Benetti, scomparsa dal 4 novembre scorso. L'avviso ricalca in toto le accuse con le quali ai primi di giugno la Procura aveva invitato Bilella a sottoporsi a interrogatorio. Dopo otto mesi, i magistrati di via Monterosa hanno dunque definitivamente chiuso il cerchio intorno all'agricoltore settantenne, ritenuto l'assassino della proprietaria della tenuta di Potassa. Prima che il pool di pm coordinati dal procuratore capo Francesco Verusio chiedano il rinvio a giudizio, la difesa (Bartolozzi e Carnicelli, con Lottini) potrà presentare memorie. E anche, se lo riterrà opportuno, far di nuovo interrogare Bilella.

Secondo la Procura, l'omicidio sarebbe stato commesso all'interno della villa. La 55enne originaria di Valdagno sarebbe morta in seguito ad azioni violente che avevano causato perdita di sangue (e qui il riferimento è ai rilievi dei carabinieri del Ris nella cucina). E la premeditazione risiederebbe nella telefonata che Bilella avrebbe fatto ai figli della donna, qualche giorno prima del 4 novembre, per sapere se sarebbero venuti in Maremma. Poi, e questa è la seconda contestazione, Bilella avrebbe nascosto il cadavere: con l'aggravante di averlo fatto per non dover rispondere dell'omicidio.

La terza imputazione è quella relativa allo stalking di cui Francesca sarebbe stata vittima: Bilella l'avrebbe pressata fino al punto che la donna avrebbe ridotto le visite alla villa e si sarebbe fatta accompagnare quando lo doveva incontrare; la Procura parla anche di pedinamenti (anche sulla spiaggia), di attese alla fermata del pullman di ritorno da Siena, di 500 telefonate in un arco di sei mesi (giugno-novembre 2013), di proposte amorose insistenti (che la donna avrebbe rifiutato), di fiori in regalo, di gioielli in regalo. Per i pm, si tratta di un reato procedibile d'ufficio perché connesso all'omicidio.

Infine, c'è la violenza sessuale: Bilella avrebbe palpeggiato il seno della donna per almeno tre volte, nei mesi precedenti la sua scomparsa.

Il custode si dice innocente. Dice di non sapere nulla della donna. Rimasto inizialmente in silenzio, per scelta difensiva, aveva poi parlato con i magistrati in due occasioni. Nella terza, quella con le nuove contestazioni (fra cui la premeditazione), aveva preferito non rispondere.

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