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Grosseto

Musica e divieti, Bonifazi al contrattacco

Musica e divieti, Bonifazi al contrattacco

Il sindaco: «Applichiamo regole che non ci piacciono, proviamo a cambiarle e le stiamo cambiando»

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GROSSETO. «La polemica sul regolamento delle attività rumorose che impazza su giornali e social network è, come in molti altri casi, frutto di analisi superficiali, impressioni, preconcetti e scarsa conoscenza delle leggi. La mia intenzione è quella dunque di fare chiarezza».

Parola del sindaco Emilio Bonifazi che _ sollecitato anche dalle recenti questioni sollevate dai gestori della Cava di Roselle(stop alla musica dopo le 22 e solo 20 deroghe in un’intera estate) _ interviene per lanciare in sostanza due messaggi: il primo è che lui e la sua giunta vorrebbero norme meno rigide; il secondo è che in quella direzione lui e la sua giunta stanno facendo tutto il possibile.

Bonifazi ricorda che regole e limiti in materia sono dettate da Governo e Regioni. Ma «all’interno di questo schema esistono deroghe e margini di autonomia che _ dice _ l’amministrazione comunale usa nella maniera più elastica e creativa possibile».

Proprio la Regione Toscana di recente ha approvato modifiche al suo regolamento, che diventeranno operative dopo la pubblicazione sul Burt. Modifiche, assicura il sindaco, «che fanno un po’ di chiarezza. Innanzitutto _spiega _ si dice esplicitamente che per le deroghe semplificate non c’è bisogno del parere preventivo obbligatorio dell’Asl (che resta per le deroghe ordinarie relative a iniziative che vanno oltre la mezzanotte e per sforamenti più ampi). Inoltre si consente alle amministrazioni comunali di destinare anche ai privati quella parte di deroghe finora concesse alle attività direttamente organizzate o patrocinate dall’Ente. E ancora si consente che le deroghe ai privati vengano concesse non solo in caso di attività considerate di grande interesse ma anche per tutte le altre. Infine anche nelle zone di categoria 1 e 2 (quelle più protette) si autorizza il ricorso alle deroghe».

Cambiamenti importanti, assicura Bonifazi, «voluti e proposti in particolare dal Comune di Grosseto» e che «ci permetteranno di dare spazio maggiore alle iniziative organizzate da locali, associazioni, stabilimenti balneari e altri soggetti che fanno spettacoli».

Il sindaco rivendica un impegno non di oggi, su questi temi. In particolare ricorda come il Comune abbia «messo in piedi una serie di modifiche regolamentari che individuano le cosiddette aree di pubblico spettacolo (Cassero, Cavallerizza, Cava Roselle, Parco di via Giotto e molte altre), dove è possibile organizzare iniziative escluse dalla regolamentazione». E in attesa che queste misure passino (speriamo in fretta) al vaglio del consiglio comunale, si toglie un sassolino dalla scarpa: «Noi volevamo trasformare l'intero centro storico in un’unica area di pubblico spettacolo ma l'Arpat ha bocciato tale idea».

Ovviamente Bonifazi non manca di citare «la modifica che già facilita la concessione di deroghe a realtà che organizzano eventi di particolare interesse pubblico e per associazioni di volontariato». E conclude con toni forti: «L’amministrazione non ha alcun interesse a limitare iniziative e spettacoli per strada, in spiaggia, negli spazi all’aperto o nei locali. Noi applichiamo delle regole che tentano di tenere insieme gli interessi di tutti. Possono piacerci o meno e noi abbiamo detto che non ci piacciono e infatti abbiamo ottenuto anche delle modifiche sulla base di nostre specifiche segnalazioni».

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