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Il dramma e la solidarietà
GROSSETO. E’ il 26 marzo scorso quando su Guglielmo e la sua famiglia piomba la più terribile delle sentenze: al bambino, 4 anni, nato e cresciuto a Grosseto ma ora residente a Firenze con i genitori...
GROSSETO. E’ il 26 marzo scorso quando su Guglielmo e la sua famiglia piomba la più terribile delle sentenze: al bambino, 4 anni, nato e cresciuto a Grosseto ma ora residente a Firenze con i genitori e il fratello maggiore, viene diagnosticato al Meyer di Firenze un tumore raro e aggressivo al cervello.
Non si può operare. Il bambino comincia la chemioterapia ma i genitori non acconsentono alla radioterapia a causa delle pesanti conseguenze che può avere per il figlio. Intanto Matteo e Valentina, non rassegnandosi all’idea che il bambino sia inoperabile, mandano la cartella clinica del piccolo ai migliori ospedali del mondo. Da San Francisco si dice disponibile all’intervento un luminare, il dottor Nalin Gupta dell’UCSF Benioff Children’s Hospital di San Francisco.
Un milione di dollari. Una speranza accompagnata da una doccia fredda: il preventivo dell’intervento è di un milione di dollari, al cambio circa 725mila euro. Da lì l’idea di mobilitare la Rete per farsi aiutare nel mettere insieme quella cifra.
La mobilitazione. Il primo appello della famiglia inizia a circolare a fine aprile tramite il sito GoFundMe. “Il Tirreno” si occupa del caso di Guglielmo il 1° maggio e da lì è tutto un crescendo, sui social e in Rete. La famiglia apre un conto corrente “Un aiuto per Guglielmo” mentre lo zio Alessandro attiva una carta Postepay dove chiunque può fare una ricarica per aiutare il bimbo. Su Facebook nasce la pagina “Una speranza per Guglielmo” che arriverà a quasi 13mila adesioni. I negozi e gli uffici di Grosseto si riempiono dei barattolini portasperanza con la foto sorridente del piccolo che incita le persone a essere generose perché quel sorriso non si spenga. Alla generosità si aggiunge poi la fantasia per cui si susseguono iniziative benefiche di tutti i tipi nel nome di Gughi: tornei, briscolate, merende, apericene e concerti. Prima i dipendenti di Comune e Provincia, poi anche quelli dell’Asl di Grosseto decidono di devolvere ore di lavoro per Guglielmo. Da Prato si unisce alla mobilitazione anche il Nicco Fans Club mentre fa un appello al cuore dei grossetani anche il vescovo Cetoloni.
Esami a Parigi. Intanto arriva una prima importante chiamata dall’ospedale pediatrico Necker di Parigi. Lì il bambino viene sottoposto a un esame molto delicato, la biopsia stereotassica, necessaria per poter accertare la sua operabilità. Mentre Matteo e Valentina sono con Gughi a Parigi la mobilitazione non si ferma. Ci mettono la faccia anche Panariello, Pieraccioni e Carlo Conti che nel camerino del Mandela Forum al termine dello show per Francesco Nuti posano con la foto di Gughi.
Quota 300mila euro. Grande emozione il 16 maggio per la partita del cuore allo Zecchini: in mille nel nome di Gughi, in campo anche Gigi Consonni e “Spadino” Robbiati. A fine maggio in poco più di venti giorni di raccolta fondi il contatore segna già quota 300mila euro. Un risultato clamoroso e straordinario che accelera i progetti della famiglia.
Nasce la Onlus. All’inizio di giugno nasce la onlus Tutti per Guglielmo: la famiglia aveva bisogno di un aiuto importante non dell’intera cifra, quindi da lì in poi i proventi della solidarietà andranno per aiutare in futuro bambini che si trovino a vivere drammi come quello di Guglielmo. (s.l.)
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