Il Tirreno

Grosseto

«Ora pensiamo al bene della comunità»

di Alfredo Faetti
«Ora pensiamo al bene della comunità»

Il sindaco Giuntini tira le somme sui primi due mesi di mandato e sui mal di pancia emersi in seno al Pd massetano

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MASSA MARITTIMA. Sono passati 54 giorni dalla sua elezione a sindaco e in qualche modo sono stati giorni turbolenti. Non solo per la pressione da parte dell’opposizione, con Massa Comune che ha inviato ben quaranta lettere agli uffici, ma anche per i mal di pancia interni al suo stesso partito: il Pd.

«Tutti devono pensare al bene della comunità». Marcello Giuntini quindi prova a scrollarsi di dosso i postumi del voto, predicando il buon verbo del «dialogo». I movimenti politici non si fermano con le urne, ma proseguono. Vanno avanti durante l’insediamento di una nuova amministrazione, della composizione della giunta e nella stesura dei primi atti. Giuntini, forte dell’esperienza montierina, conosce bene queste regole non scritte. I suoi primi giorni da sindaco sono stati intensi e adesso che il suo governo cittadino si è assestato vuole mettere in ordine la situazione. Partendo proprio con i suoi del Pd. «Si è chiuso un ciclo e se ne sta aprendo un altro – spiega – Il dato delle urne è che l’elettore non vota più per appartenenza, ma di volta in volta. Magari qualcuno nel partito non si aspettava questo cambiamento e si aspettava scelte diverse nella composizione della giunta». La dimostrazione che una discussione serrata c’è stata si manifesta nei ben tre direttivi convocati. «Bene che ci si sia confrontati a lungo, ma penso di aver interpretato al meglio il dato elettorale. Se poi qualcuno si arroccherà sulle sue posizioni – conclude parafrasando Matteo Renzi – ce ne faremo una ragione».

E se i democratici hanno contraddistinto i suoi primi giorni da sindaco con i mal di pancia, Massa Comune non ha fatto sconti e ha iniziato subito a tartassare Giuntini. «Sono arrivate 42 lettere: due con proposte costruttive, le altre invece utili sono a impallare il lavoro degli uffici. La civica deve smetterla di mettere sabbia negli ingranaggi amministrativi, perché così rallenta il lavoro e non fa il bene della comunità». Un caso su tutti, per evidenziare quello che dice Giuntini, è il caso dell’ex Agraria e della sentenza del Consiglio di Stato che ha respinto il ricorso di Massa Comune. «Io chiedo al capogruppo Fiorenzo Borelli una parola chiara su questa vicenda, smettendola di dire che è ancora tutto in gioco. Quell’area deve essere fruibile, le giovani coppie devono poter comprare la loro casa. Altrimenti non si fa il bene della comunità». L’amministrazione, dal canto suo, sull’Agraria ha coinvolto la società affinché ripulisca, a sue spese, l’area delle abitazioni, fino ad oggi abbandonata a se stessa.

Invita al dialogo, Giuntini. «Dobbiamo ragionare tutti sulle cose da fare» dice. Ed è proprio in questo senso, spiega il sindaco, che sono stati scanditi i suoi primi giorni di mandato. «Abbiamo incontrato tutti gli operatori turistici che abbiamo potuto e ci dispiace per chi ancora sta aspettando. E a tutti abbiamo detto che siamo pronti a dare una mano là dove possiamo». Stesso discorso per le frazioni. «Stiamo lavorando per l’apertura del centro sociale di Niccioleta mentre sul fronte Magrone abbiamo già in progetto degli interventi».

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