Il Tirreno

Grosseto

«Mia nuora maltrattata per il passeggino sul bus»

di Gabriele Baldanzi
«Mia nuora maltrattata per il passeggino sul bus»

Vittima una donna venezuelana, accuse di discriminazione. Tiemme: «Va rispettata la sicurezza a bordo, ma faremo accertamenti»

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GROSSETO. L’episodio è accaduto nei giorni scorsi a Marina di Grosseto e, dopo essere transitato su Facebook, è approdato - sotto forma di reclamo - sul tavolo del neo presidente di Rama, Maria Antonietta Rossi, e su quello del direttore di Tiemme, Piero Sassoli. E’ un episodio che – così come raccontato dai familiari della vittima - appare grave e da chiarire. La stessa azienda di trasporti ha promesso che compirà accertamenti.

Il racconto. «Mia nuora è stata oggetto di un incivile episodio di razzismo. Dato che al mare, a Marina, il tempo non era dei migliori ha deciso di rientrare a casa con la bimba (11 mesi) prima del previsto prendendo l’autobus per Grosseto a Villa Gaia lato mare alle 14,18. Nel caricare il passeggino nel vano portabagagli - con la bimba in braccio – la donna ha incontrato difficoltà. Una passeggera ha chiesto aiuto al conducente, il quale premurosamente è sceso, imprecando a tutta voce e apostrofandola come un’incapace. Nel momento in cui mia nuora, sempre con la bambina in braccio, riusciva ad infilare da sola il passeggino nel bagagliaio, il conducente l'ha invitata ironicamente a fare attenzione, perché non avvenisse l'unica cosa che avrebbe potuto causargli, in quel frangente, un dispiacere, ovvero che la bimba sbattesse la testa. Arrivata a destinazione, il conducente è sceso nuovamente, imprecando per la presenza del passeggino ma, per amore di verità, anche per la presenza dei bagagli degli altri passeggeri (sull’autobus viaggiavano dei cittadini indiani). Per la cronaca mia nuora è venezuelana e la mia nipotina ha la pelle ambrata come la sua mamma». Fin qui il racconto della suocera.

Tiemme risponde. «Siamo i primi a promuovere il numero verde gratuito (800-922.984) a cui rivolgersi per chiedere informazioni sulle modalità di prestazione del servizio di Tpl ma anche per conoscere le modalità di presentazione reclami», ricorda da parte sua Tiemme. «Segnalazioni di questo tipo è giusto farle perché l’azienda possa fare le sue verifiche. In questo caso la passeggera (e/o la sua famiglia) ha ritenuto improprio il comportamento dell'autista e ha effettuato un reclamo a cui daremo seguito».

Carta dei servizi e regole sui passeggini.  Il rapporto con l'utenza – ricorda ancora Tiemme - è stabilito dalla Carta dei Servizi, aggiornata ed editata ogni anno, la quale dettaglia tutte le regole di bordo che si applicano per i passeggeri, senza alcun tipo di distinzione. Tra queste è contemplato anche il trasporto dei passeggini a bordo degli autobus che, spiega la Carta, «può essere accettato solo se lo stesso può avvenire in tutta sicurezza. Per questo motivo al viaggiatore è data facoltà di salire sull'autobus con il passeggino aperto esclusivamente nel caso in cui il mezzo sia provvisto degli appositi alloggiamenti e/o attacchi per i disabili e questi comunque non sia già stati impegnati. In caso contrario l'utente può accedere al bus con il passeggino, purché quest'ultimo sia stato richiuso e comunque non costituisca alcun intralcio e/o pericolo per gli altri passeggeri».

Inchiesta interna, l'autista rischia sanzioni. «Tiemme - conclude la nota - ha attivato una procedura interna dopo la ricezione del reclamo e risponderemo al più presto alla signora. Nel caso in cui l'episodio sia accertato, l'azienda potrà applicare delle sanzioni nei confronti del proprio autista. L'azione di Tiemme non è comunque solo repressiva ma anche educativa: l’azienda provvede, infatti, periodicamente alla formazione del proprio personale anche al fine di una migliore gestione dei rapporti con chi viaggia a bordo dei nostri autobus».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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