Attenzione
Il piccolo Gughi operato a San Francisco
Il babbo del bambino: «L’intervento è durato dieci ore, Guglielmo è sveglio e sta bene»
GROSSETO. Guglielmo, il bambino grossetano di 4 anni malato di tumore per il quale la città ha dato vita a una straordinaria gara di solidarietà, è stato operato a San Francisco. L’intervento è stato eseguito dal dottor Nalin Gupta, direttore del dipartimento di neurochirugia pediatrica dell’UCSF Benioff Children’s Hospital. A comunicarlo su Facebook il babbo del bambino, Matteo: «L'intervento durato dieci ore circa è riuscito, Guglielmo adesso è sveglio e sta bene».
Matteo e la moglie Valentina aspettano con il piccolo Gughi l’esito dell’esame istologico sulla lesione asportata per sapere a quali ulteriori trattamenti dovrà essere sottoposto il bambino.
Il caso del piccolo Gughi aveva mobilitato tutta Grosseto. La città aveva risposto con un grande slancio di partecipazione e generosità all’appello lanciato dai genitori quando fu diagnosticata la terribile malattia del bambino.
QUEL TERRIBILE VERDETTO. La diagnosi arrivò dall’ospedale pediatrico Meyer di Firenze: si trattava di un tumore raro e aggressivo al cervello, il glioma intrinseco del ponte encefalico.
«Il 26 marzo ci è caduta addosso una sentenza di morte – raccontò il padre Matteo – Ci hanno detto che il bambino non è operabile e che il protocollo prevede la chemioterapia e la radioterapia, con un’aspettativa di vita che va dai 5 mesi ai 2 anni. Il bambino ora sta facendo la chemioterapia ma ci siamo opposti alla radioterapia per via dei devastanti effetti che può avere alla sua età».
Così da quel 26 marzo per Matteo e Valentina, i giovani genitori di Guglielmo, iniziò una lotta contro il tempo. «Ho mandato la cartella clinica e la risonanza magnetica di mio figlio a tutti i migliori ospedali del mondo – spiega Matteo – Non possiamo arrenderci all’idea che sia inoperabile».
LA SPERANZA. La ricerca non fu vana. Un neurochirurgo disponibile a fare l'intervento c’era ed era appunto Nalin Gupta, direttore del dipartimento di neurochirurgia pediatrica dell'UCSF Benioff Children's Hospital di San Francisco.
Il preventivo dell’intervento venne fatto dall'ufficio internazionale dell'ospedale di San Francisco: servivano un milione di dollari, circa 725.000 euro. «Il bambino deve essere sottoposto a una biopsia stereotassica – raccontò il babbo – Se questa conferma il grado basso della malattia l’intervento chirurgico può essere fatto e riduce in modo importante la massa tumorale, così che dopo può essere fatta una radioterapia mirata. In questo modo ci possono essere buone chance di sopravvivenza. Una parte della cifra comunicata dall’ospedale possiamo riuscire a procurarcela, ma non possiamo permetterci tutta la spesa, per questo ho deciso di mobilitare la Rete attraverso il sito GoFundMe».
LA GARA DI SOLIDARIETA’. Ma questo non bastava. E a questo punto nasce la mobilitazione di tutta Grosseto, anche attraverso l’impegno del Tirreno. La città risponde in ogni modo possibile: negozi, bar, associazioni e singoli cittadini risposero all’appello e lo rilanciarono attraverso i social network. Nel giro di una settimana la pagina Facebook “Un aiuto per Guglielmo” toccò le 8mila adesioni. Partite di calcio, cene, serate musicali, feste, incontri: tutte le occasioni diventarono buone per raccogliere fondi. I dipendenti comunali donarono un’ora di lavoro. In breve vennero raccolti 80.000 euro e le iniziative si moltiplicarono. Personaggi dello spettacolo come Panariello, Pieraccioni, Conti e Purgatori si fecero testimonial della buona causa. La famiglia aprì un conto corrente alla Banca della Maremma. E per chi non ha dimestichezza con Internet, lo zio del bambino, Alessandro (commerciante noto in città) aveva attivato una carta Postepay.
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