Sicurezza
Giallo per la Madonnina spostata
I fedeli la credevano abbattuta ma è stata salvata. Però infuriano le polemiche sul cantiere rondò
GROSSETO. Poi accade che un giorno ti svegli e la statua della Madonna, per anni sotto casa tua, non c’è più. Sì, perché lì deve nascere una rotatoria e tutto viene spazzato via. Ma solo per il momento.
Incrocio tra le vie Preselle, Bianciardi e Tiro a segno: c’è un’area verde, prato all’inglese, panchine su cui sedersi per fare due chiacchiere e un bel po’ di spazio per far girellare l’immancabile amico a quattro zampe. C’è pure una graziosa Madonnina, custodita da un archetto di mattoni e cemento. Un bene prezioso per molti residenti della zona. Ma il simpatico quadretto non può durare. A mettersi di traverso è una rotatoria. «Da quelle parti – spiega una signora - ci sono sempre molti incidenti. La gente va a rotta di collo». La scelta di far spuntare l’ennesima rotonda d’una città tutte curve è dietro l’angolo. Prima la determina dirigenziale 755 (23 maggio), poi l’ordinanza dirigenziale 452 (25 giugno): lì sorgerà una maxi rotatoria e schermi circolatori. Tutto sarà curato dall’impresa Costrade Srl di Follonica. Consegna prevista per il 5 dicembre.
Ma qualcosa va storto: mercoledì mattina, durante le dovute operazioni di pulizia dell’area la statua va spostata. Le attenzioni degli operai non bastano e l’immagine sacra cade a terra. Subito, tra la gente si diffonde l’allarme: «L’hanno spaccata!»; «S'è rotta!»; «È una vergogna!» mormorano i passanti. C’è chi s’agita, chi ci contatta per «fare un ultimo saluto alla Madonnina» e chi, pure il giorno dopo, non si dà pace. «È uno scempio - dice un uomo mentre scuote il capo - Qui il Comune ha fatto tutto da solo, senza considerare chi vive in zona e beneficia di questo spazio. Figuratevi che il taglio del verde lo pagavamo noi di tasca, ecco perché era sempre ben curato. Ora ci daranno quel che rimane. Speriamo non faccia la fine di tante zone della città, dimenticate a se stesse o quasi».
Trascorrono le ore, il caos diminuisce e sulla faccenda viene fatta chiarezza: «La Madonnina – spiegano alcuni addetti ai lavori - non si è rotta. Ha preso una botta la parte esterna, il muretto che la custodisce. Ma possiamo assicurare che era in pessimo stato. Anzi, non fossimo intervenuti c’era il rischio che prima o poi sarebbe venuta giù con il vento o una leggera spinta». Il gruppo di lavoro getta acqua sul fuoco: «Tutto sarà rimesso a posto nel giro di poco tempo. Madonnina compresa. E sarà fatto meglio di prima, con panchine, cestini e tutto il resto. Ora la statua è stata messa al sicuro, in attesa vengano ultimati i lavori».
I lavori, appunto. Sono loro, Madonnina a parte, a far storcere il naso a tanti residenti del quartiere. Anche perché le cifre in questione sono piuttosto alte. Sono ben 270mila gli euro destinati a uscire dalle casse del Comune. E un bel po’ di quattrini (180mila euro) arriveranno pure dalla Regione.
Alla fine, sistemare l’incrocio tra quelle tre vie costerà 450mila euro. «Non era meglio – domanda uno dei tanti scettici mentre guarda i lavori – mettere il limite a 30 chilometri orari e un autovelox?». Miracoli della politica.
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