Sicurezza
Province, c’è l’intesa Non sarà licenziato alcun dipendente
Salva anche l’anzianità di servizio in caso di trasferimento Marras: «Tutelato il lavoro di tutti, resto comunque vigile»
GROSSETO. Gli amministratori, ma soprattutto i dipendenti, della Provincia di Grosseto attendono da mesi qualche informazione in più sul proprio futuro. A Roma devono infatti essere definite le procedure per il riordino delle funzioni delle Province. Intanto un primo mattone a tutela dei dipendenti (in Toscana sono 4500, circa 500 a Palazzo Aldobrandeschi) è stato posto due giorni fa a Firenze, a Palazzo Strozzi Sacrati, sede della presidenza della Regione,durante una riunione a cui hanno partecipato Regione, Anci (l'associazione dei Comuni), Upi (l'Unione delle Province) e organizzazioni sindacali. Un accordo importante, il primo di questo genere in Italia.
Ma vediamo quali sono le novità emerse. Innanzitutto ai lavoratori dei dieci enti sarà garantita, come previsto dalla legge, continuità professionale: ovvero nessun lavoratore sarà licenziato. Anche l'anzianità di servizio sarà salva, nel caso di trasferimento ad altro ente. In qualche caso potrà essere previsto un percorso di riqualificazione. Nessuno comunque arretrerà rispetto al contratto e alle mansioni che svolge adesso.
Il documento definisce impegni ed obiettivi ben precisi, come la necessità di istituire un tavolo permanente di confronto e monitoraggio sul personale interessato al riordino, garanzie per la continuità del lavoro e dell'inquadramento giuridico e contrattuale dei dipendenti, il monitoraggio delle attività degli enti affinché eventuali trasferimenti avvengano in conformità alle norme che regolano la mobilità. Regione, Anci e Upi ritengono anche necessario che si verifichi che gli eventuali trasferimenti di personale non incidano sui vincoli di bilancio e sui limiti di spesa, oggi in vigore, degli enti che se ne faranno carico.
«Nel momento in cui si deve metter mano alla riorganizzazione dei livelli istituzionali - sottolinea l'assessore alla presidenza della Toscana, Vittorio Bugli - la nostra prima preoccupazione è stata quella di pensare alla tutela dei lavoratori e alla certezza di mantenere il loro posto di lavoro. Questo protocollo intende tutelare chi lavora nelle Province, prima ancora che abbia preso avvio il riordino delle funzioni».
Sulla stessa lunghezza d’onda il presidente della Provincia di Grosseto Leonardo Marras: «In attesa di capire cosa dobbiamo fare nei prossimi mesi, ci siamo incontrati più volte con i rappresentanti dei lavoratori, anche qui a Grosseto. Comprendo la preoccupazione. Con la firma di due giorni fa è stato preso un impegno, ognuno per propria parte, alla tutela del lavoro di queste persone e a tenerci tutti informati e a monitorare di volta in volta le ripercussioni che il riordino comporterà sui lavoratori».
Resta, a livello nazionale, un inspiegabile ritardo sulla materia. Sono infatti trascorsi tre mesi dalla pubblicazione della riforma Del Rio in Gazzetta Ufficiale, ma non vi è ancora traccia dell'intesa per la redistribuzione delle funzioni locali e del personale. I presidenti e le giunte rimaste in carico (peraltro senza retribuzione) stanno cercando di evitare ulteriori disagi per i cittadini e i territori.
E la firma del patto tra Regione, Upi e Anci è stata apprezzata anche dai sindacati. «Non è solo un discorso di tutele dei lavoratori ma anche di garanzie per dare continuità nell’erogazione di servizi ai cittadini».
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