Proteste
Montemerano, borgo doc
È ufficiale: il paese medievale inserito tra i “più belli d’Italia”
MONTEMERANO. Montemerano fra i borghi più belli d’Italia. La notizia è stata data al sindaco di Manciano Marco Galli ma il tam tam del riconoscimento non ha tardato a diffondersi fra la popolazione grazie soprattutto ai social network. Manca ancora la cerimonia ufficiale ma ormai è certo che Montemerano si fregerà di questo prezioso riconoscimento già concesso a Pitigliano e Sovana.
Grande la soddisfazione fra i montemeranesi che, finalmente, vedono riconosciuto al loro paese arroccato sulle colline del territorio mancianese quanto aspettavano da tempo e che solo a novembre hanno deciso di iniziare a chiedere con un percorso ufficiale: «la Pro loco di Montemerano, l'Accademia del libro e il Comitato di frazione – spiega Giancarlo de Maria, vicepresidente dell’accademia – hanno portato avanti la domanda di candidatura che ha ottenuto parere unanime in sede di consiglio comunale». Ad aprile membri dell’associazione “I borghi più belli d’Italia” andarono a ispezionare il paese e rimasero, pur senza esprimersi – dice De Maria - «piacevolmente colpiti vedendo un paese davvero medioevale senza troppe interferenze di modernità». Un paese con insegne poco impattanti, infissi di un certo tipo, nessuna traccia di cemento nella pavimentazione del centro storico, insomma, davvero un paese in cui è possibile fare un salto nel passato. «Il riconoscimento – conclude De Maria - ci riempie di orgoglio ed è un premio per tutti coloro che tanto si sono spesi per valorizzare questo paese che in molti non conoscono fermandosi solo alle località più blasonate come Saturnia». L’ammissione ai borghi più belli d'Italia - dice l'assessore al turismo Giulio Detti - «è non solo meritata ma importante per Montemerano e per tutto il nostro Comune. Un’iscrizione ottenuta- continua l’assessore – grazie al grande impegno dei montemeranesi e delle associazioni del borgo a cui è giusto riconoscere grande e principale merito. Una delle tante iniziative finanziate e rese possibile dall’imposta di soggiorno le cui risorse destinate al turismo permettono investimenti efficaci di settore come mai fatto in passato».
Ivana Agostini
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