Il dolore
Caos ripascimento, bagnanti infuriati
Dopo i lavori per rimettere in sesto la zona dell’Osa, il mare si è di nuovo divorato la spiaggia. «Vogliamo spiegazioni»
ORBETELLO. «Soldi buttati letteralmente a mare». Questo quanto sostengono decine di bagnanti che stanno trascorrendo le loro vacanze sulle spiagge degli stabilimenti nel tratto dell’Osa dove qualche giorno fa si era scritta la parola fine sui lavori di ripascimento. E invece non sono finite le polemiche che tali lavori hanno accompagnato. «Il mare si è rimangiato tutto, non abbiamo nemmeno lo spazio per stendere l’asciugamano – dicono i turisti – vorremmo sapere in base a quali studi si è deciso di fare i lavori di ripascimento in questo modo, qui è tutto come prima, anzi peggio». In effetti, poco è lo spazio che i turisti hanno a disposizione per poter prendere la tintarella e pochi gli stabilimenti per mettere lettini e ombrelloni. «Non è possibile nemmeno far giocare i bambini sulla spiaggia o accedere alla stessa con un passeggino», dice una mamma. «Il mare grosso - le fa eco una signora - ha reso impraticabile un accesso al mare e ora bisogna fare stradelli alternativi per arrivare sulla spiaggia». La spiaggia è stata erosa dal mare mosso di questi giorni, lo spazio che era stato guadagnato con il ripascimento è stato spazzato via. In alcuni punti, le due file dei lettini e degli ombrelloni sono appiccicate l’una all’altra visto il poco spazio a disposizione sull’arenile. A rimanere, dopo il passaggio delle onde, un bel gradino che dimostra, proprio, quanta sabbia sia stata portata via: un disastro. Per non parlare dell'acqua dentro la quale i turisti fanno il bagno: «motosa» affermano. I turisti hanno avuto da ridire anche sulla qualità della sabbia che adesso si trova sulla spiaggia e che sarebbe mista ad argilla. Insomma, uno scenario da apocalisse piuttosto che da stabilimento balneare dove trascorrere giornate in pieno relax. Certo, la stagione non ha aiutato con le mareggiate che stanno interessando la costa ma, alcuni dicono – «sarebbe stato uguale, qui il mare è vivo, impossibile che la sabbia rimanga senza interventi più incisivi». Un duro giudizio, dunque, proprio sui lavori in se stessi e, sull’opportunità di farli così avanti nella stagione, senza che questi avessero il tempo di consolidarsi (ammesso che lo avrebbero avuto – dicono altri). «Soldi pubblici buttati letteralmente al vento, anzi – proseguono i bagnanti – fatti letteralmente naufragare in mare». Le vacanze degli stagionali sono iniziate da poche settimane, senza sapere che in quel tratto si stava effettuando il ripascimento e, già un mese di ferie per alcuni è trascorso senza un giorno di vera e propria pace. I bagnanti sono dispiaciuti e arrabbiati del trattamento che è stato loro riservato e chiedono spiegazioni agli organi competenti di come questo sia stato possibile: «la Regione ha detto di agire per migliorare il territorio a noi – concludono – sembra proprio di no».
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