Gioco
La Festa dell’Unità torna sulle Mura Preparativi in moto
Organizzazione e coordinamento affidati a Roberto Daviddi «Pensiamo di utilizzare il Cinghialino e forse la Cavallerizza»
GROSSETO. Sciolti i dubbi: torna la Festa dell’Unità e quasi di sicuro sarà sulle Mura. Dopo il rinvio della scorsa settimana (troppe assenze) l’assemblea comunale Pd ha scelto. Intendiamoci, scarsa l’affluenza pure alla riunione andata in scena lunedì sera, ma stavolta i presenti una decisione l’hanno comunque presa. Ecco che nonostante i malumori, nonostante i tanti mugugni figli di una realtà spesso più incline a dividersi in mille rivoli anziché a fare squadra, alla fine la festa è salva. Designato al coordinamento l’esperto Roberto Daviddi. Sarà affiancato da un nutrito gruppo destinato a racchiudere le tante anime democratiche.
Chiaro l'obiettivo: «Vorrei riportare la Festa dell’Unità sulle Mura per ritrovare feeling con la città. L’alternativa è quella di via Giotto, ma è più dispersiva» spiega, emozionato, Daviddi. «Ho lanciato l’idea di definirla la prima festa dell’Unità del Partito democratico. Insomma, riappropriamoci del nome antico, ma ripartendo dal partito che rappresenta una novità storica». Vincere la sfida e riportare la festa sulle Mura significa strappare le dovute autorizzazioni. E non è cosa semplice. Sì, perché il tempo stringe e convincere la Soprintendenza non è una passeggiata. D’altra parte, in Maremma «Per ogni strullata si deve morir di pizzichi» sospirano in casa democratica.
Il bastione Garibaldi sarà occupato dai lavori per l’Eden, dunque «in ballo c’è il Cinghialino, lì – dice Daviddi – ci sono spazi interessanti dove poter posizionare ristorante, area della tombola, pesca di beneficenza e tanto altro. Periodo previsto? Due settimane, tra fine agosto e inizio settembre». Si era parlato anche di allargare l’evento alla Cavallerizza, poi scartata (per il momento) a causa della sua conformazione che ruba metri preziosi alle strutture. Molto curati - e centrati sul locale - i dibattiti. «Dobbiamo dimostrare di valere le percentuali che abbiamo preso alle elezioni. Chi ci ha votato deve avere la possibilità di discutere, confrontarsi. All’Unità parleremo dell’addio alla Provincia, di autostrada, di centro storico. A proposito: la scelta di tornare sulle Mura non è casuale. Stiamo parlando del più importante monumento della città. E poi il centro va riqualificato. Con l’Unità vogliamo dare gambe al progetto avviato dal partito».
Per Daviddi Grosseto è sempre un paesone. E il ritorno dell’Unità significa anche nostalgia. «A mangiare un panino, a giocare a tombola: ricordo che un tempo tutti andavano sulle Mura. Non solo i “nostri”. Ecco, in questo momento di grande disagio economico, sociale, civile, sarebbe bello riscoprire le vecchie passioni». Ma non ci sono solo le bandiere. Dietro ogni festa che si rispetti c’è una macchina organizzativa adeguata. Ecco perché domani «c’incontreremo al circolo Boschi. Sarà una riunione operativa. Perché senza timbri non fai nulla». Infine i quattrini: nelle ultime edizioni, con l’ombra di un rosso da 50mila euro e spiccioli (2012), gli affari non sono andati bene. Un occhio di riguardo andrà dunque alle risorse, anche perché “non possiamo più cullarci sui contributi dello Stato”. La festa deve assolvere il ruolo di evento d’autofinanziamento. Sarà fondamentale l'aiuto dei volontari.
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