Il Tirreno

Grosseto

CANALE SOLMINE

«Il monitoraggio va fatto su ogni immissione»

L’ambientalista Vella contesta il nuovo impianto di controllo sugli scarichi industriali

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SCARLINO. Una novità che non eviterà gli inquinamenti del canale Solmine. Antonino Vella, ambientalista e già membro della Consulta del Mare di Scarlino, torna a proporre la sua idea per controllare il corso d'acqua che dalle aziende del Casone si getta in mare: il monitoraggio di ogni immissione nel canale prima dell'adduzione.

«Il sindaco Stella, nel decantare il nuovo traguardo raggiunto, non manca di ricordarci che l'Arpat tiene costantemente sotto controllo e fornisce i dati sulla situazione del canale – spiega Vella – dimenticando però di illustrare che questi controlli vengono eseguiti solo 2 volte all'anno e che comunque, per tre anni, l'Arpat era entrata nel sito industriale e mai si era accorta della mancanza degli adeguamenti richiesti. Il sindaco precedente, Maurizio Bizzarri, si era sempre ben guardato dal controllare o far controllare che le richieste dell'Arpat fossero state rispettate. Quella che viene presentata come una innovazione non servirà certamente ad evitare gli inquinamenti del Canale, le morie dei pesci né tantomeno a risalire prontamente al colpevole dell'eventuale incidente: la mia proposta ormai da 8 anni è che ogni immissione nel canale debba essere monitorata in una serie di vasche prima dell'adduzione in modo che, in caso di improvvisa alterazione dei parametri chimico-fisici, si possano chiudere delle saracinesche, pompare l'acqua in uno scolmatore per dare tempo alle riparazioni, evitando così le morie dei pesci e l'eventuale contatto umano con materiali inquinanti. Solo in questo modo si potrà risalire al colpevole e, nel caso di danni all'ambiente, alla salute, all'immagine ed all'economia del territorio, far pagare la relativa multa iniziando a segnare una casistica che da 60 anni non ha mai visto responsabili. Speriamo finalmente – conclude Vella – che l'attuale sindaco metta in atto tutti gli accorgimenti possibili perché le aziende della piana di Scarlino possano continuare la loro attività nel pieno rispetto delle leggi che mettono la salute dei cittadini, del territorio e dell'economia al primo posto».

Michele Nannini

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di Redazione web