Il Tirreno

Grosseto

«Vergogna». «In galera». E su Facebook esplode la rabbia

«Dopo che è stato abbattuto con una puntura al cuore mi sono vergognato di vivere in un paese dove non c’è rispetto e cultura per gli animali. Bastava chiamare i soccorsi e poteva cavarsela con una...

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«Dopo che è stato abbattuto con una puntura al cuore mi sono vergognato di vivere in un paese dove non c’è rispetto e cultura per gli animali. Bastava chiamare i soccorsi e poteva cavarsela con una zampa rotta».

Così scrive Giampaolo nel suo post facebook, sotto cui risaltano le foto del capriolo agonizzante. Parole e immagini visualizzate da migliaia di utenti del social, che colpiti nell’animo da questa macabra vicenda non intendono concedere neanche un’attenuante all’autista che ha investito l’animale.

«Spero che finisca in galera» dicono i più pietosi. Gli altri, forti delle possibilità che offre la rete, invocano la stessa medicina che è toccata al capriolo. Ma c’è qualcuno che si domanda che senso abbia avuto tutto questo.

«Che ha guadagnato? – si chiede qualcuno - La macchina rotta che gli tocca aggiustarla a lui. Invece doveva chiamare la polizia stradale e fare la denuncia».

Anche perché, come nota qualcun altro, «ora è reato l’omissione di soccorso se s’investe un animale. Si va sul penale». E allora in molti sposano la linea di Giampaolo: «Bisogna denunciare questi fatti, è l’unica soluzione».

Il rischio, altrimenti, è che «ci nascondiamo dietro a tante cose ma poi queste restano impunite».

I commenti su facebook non si riescono a contare. Basta dire che quelle foto sono state condivise oltre mille e cento volte. E tra i meandri del social, c’è chi si azzarda ad alzare un dito per dire che «un capriolo con una zampa rotta muore. Comunque non avrebbe passato la notte».

C’è insomma chi comprende la volontà, se questa è stata, di voler finire l’animale per porre fine alle sue sofferenze. Ma la domanda allora sorge spontanea: «e lo prendi a sassate per questo? Non è meglio chiamare carabinieri o polizia?». Sì, certamente. «Soprattutto è legge» fa notare un partecipante alla discussione. (a.f.)

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