Proteste
Un novantenne tra saio e microfono
Una carriera ricca di libri, articoli e trasmissioni televisive
GROSSETO. Che verve, che memoria, che lucidità! Parli con Ugolino e ti sembra che sia successo tutto appena ieri. E invece non solo sono passati cinquanta anni da quelle nozze che fecero epoca, ma Ugolino si appresta a tagliare il traguardo dei novanta anni di vita.
Una vita tra saio e microfoni, tutta dedicata alla Parola e allo spettacolo. Nato a Montalone di Pieve Santo Stefano, ad Arezzo, in convento dall’età di dodici anni, una “carriera” francescana che lo ha portato in giro per la Toscana e una da giornalista che lo ha fatto venire a contatto con centinaia di persone del mondo dello spettacolo: Radio Montecarlo, Canale 48, Tele Toscana Uno per l’emittenza, Sorrisi e Canzoni Tv (qui teneva una rubrica), Grandhotel (con lo pseudonimo di Fra’ Ginepro), Famiglia Cristiana, Il Giornalino, Topolino per la carta stampata, collaborazioni prestigiose accompagnate da una ventina di libri.
I mezzi erano quelli, allora, e Ugolino Vagnuzzi si trovava a proprio agio. Chissà come se la caverebbe oggi, in un mondo globalizzato dotato di social network e di mezzi di comunicazione diversi e superiori nel numero...
Del suo primo incontro con Adriano Celentano, Ugolino ha raccontato che il cantante milanese arrivò una sera del gennaio 1963 a Grosseto, in fuga da Roma e da una burrascosa storia d'amore con la cantante Milena Cantù. Si fermò in un ristorante della città. «Il proprietario, sapendo che ero un fan delle sue canzoni, mi chiamò e me lo fece incontrare. Nelle settimane seguenti Adriano venne spesso alla messa delle sei e mezzo del mattino. Poi si fermava a parlare con me, era tormentato». E Ugolino non l’ha mai lasciato.
(p.s.)
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