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Concordia, sì alla rimozione ma vogliamo 40 milioni per le navi da guerra

Concordia,  sì alla rimozione ma vogliamo 40 milioni per le navi da guerra

Il presidente della Regione, Enrico Rossi, sollecita il governo a rispettare gli impegni presi con la Toscana

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ISOLA DEL GIGLIO.  "Lealtà per lealtà". L'impegno del governo a stanziare 40 milioni per smantellare le navi da guerra a Piombino il giorno prima che la Toscana sottoscriva l'accordo per il trasferimento della Concorda a Genova. Il presidente della Regione Enrico Rossi non si metterà di traverso per la rimozione del relitto. Ma chiede che lo Stato rispetti gli impegni presi con la Toscana.

"Penso che sarebbe cosa giusta e corretta che un giorno prima dell'intesa che io firmerò sulla rimozione della Concordia e sul suo trasporto a Genova, venisse da parte del Governo un segnale in cui si accordano a Piombino i 40 milioni già promessi nell'accordo di programma per lo smaltimento del naviglio militare. Chedo lealtà per lealtà".

AUTORIZZAZIONE RIMANDATA PER IL RIGALLEGGIAMENTO

Al momento non è stata ancora rilasciata alcuna autorizzazione al rigalleggiamento della Concordia. Mancano i documenti per la valutazione definitiva da parte dell'Osservatorio per il monitoraggio. Probabilmente - dice il presidente, Maria Sargentini - ci vorranno ancora quattro giorni per vagliare le carte e far arrivare le integrazioni chieste a Costa. Ma la società armatrice procede ugualmente  in queste ore  al Giglio con i test decisivi sui cassoni: deve  verificare se funzionano i movimenti della zavorra artificiale formata dalla cintura di "sponson cassoni 'aria-acqua' per far rigalleggiare la nave.

TEST DECISIVI SUI CASSONI.

I test elettrici e pneumatici vengono effettuati sott'acqua. Nei preparativi cambia anche la sala controllo da dove il 'senior salvage master' Nick Sloane guiderà le operazioni con uno staff ristretto: è la stessa "control room" del 'parbuckling' ma ora è installata sul ponte più alto. Circa 300 persone sono impegnate in questa fase . I test mirano soprattutto a valutare il funzionamento  dei sistemi elettrici e pneumatici dell'impianto dedicato alla movimentazione della zavorra dei cassoni, ossia dei sistemi che servono per controllare e comandare l'immissione di aria compressa nei cassoni e la conseguente espulsione dell'acqua al momento del rigalleggiamento, per favorire la parziale riemersione del relitto: circa 12 metri. Infatti il pescaggio di viaggio della Concordia dovrebbe essere di circa 18,5 metri. la navre dovrebbe navigare verso Genova avendo solo il terzo ponte sommerso.
Inoltre, in vista delle manovre di spostamento del relitto e successivo rimorchio, i tecnici lavorano alla predisposizione sulla Concordia gli attacchi necessari per collegare i cavi dei rimorchiatori e sistemare le ancore di rinforzo previste per l'ormeggio della fase di rigalleggiamento.

RISCHIO DI SCIVOLAMENTO DELLA NAVE 

In base a quanto si apprende Costa spa e consorzio Titan Micoperi hanno predisposto un'analisi delle criticità e dei rischi dell'operazione che in una delle peggiori ipotesi prevede lo scivolamento della nave in una 'scarpata' marina di 100 metri di profondità davanti al Giglio: si tratta della scarpata nella quale il relitto non è precipitato perché trattenuto dai due scogli che l'hanno fatta affondare.

LA DECISIONE (FORSE) IL 12 LUGLIO

Prima di procedere con il rigalleggiamento, comunque, serve l'autorizzazione dell'Osservatorio di monitoraggio che a Firenze si riunirà di nuovo sabato 12.
 Se le integrazioni sollecitate a Costa saranno fornite, il permesso per il “refloating” potrebbe essere rilasciato secondo i tempi sperati da Costa: inizio dei lavori il 14 luglio, trasferimento del relitto dall’isola fra il 18 e il 20. Arrivo a Genova il 25 luglio.  L’Osservatorio, in realtà, non si pone alcun limite temporale per decidere. Tutto dipenderà da quando Costa fornirà i documenti chiesti a integrazione sulla rimozione, il monitoraggio dei fondali, il ripristino «visto che il progetto che abbiamo al momento è solo indicativo». Infatti - precisa l’Osservatorio, presieduto da Maria Sargentini - ancora «restano da verificare alcuni aspetti delle operazioni, aspetti procedurali operativi: saremo in grado di fornire determinazioni definitive sull'avvio delle operazioni solo in presenza della documentazione completa». In particolare, come anticipato da Il Tirreno, l’Osservatorio pretende che Costa inizi le operazioni di ripristino ambientale subito dopo il trasferimento del relitto dal Giglio e non a settembre, a fine stagione, come vorrebbe l’armatore.

NESSUNA GARANZIA SULL'IMPATTO PER IL GIGLIO

Su questo insiste anche il sindaco del Giglio, Sergio Ortelli: «Queste richieste non sono un modo per perdere tempo, ma semmai per accelerare le operazioni. Per noi, a questo punto, è fondamentale che la nave se ne vada quanto prima e in condizioni di sicurezza. Se, però, è giusto che si affretti il rigalleggiamento e il trasferimento della Concordia, per lo stesso principio deve seguire immediatamente il risanamento ambientale: non si deve perdere tempo». Proprio per questo Ortelli sollecita Costa a fornire la documentazione richiesta dal Giglio: «Al di là delle anticipazioni che Costa ci ha dato a voce, ancora non c’è un atto nel quale sia scritto per quante ore venga bloccato il traffico marittimo nei giorni del rigalleggiamento: ci hanno anticipato 6 ore il primo giorno e 4 ore il primo, ma di ufficiale ancora non c’è niente. Non sappiamo se ci saranno ripercussioni per la balneazione, quali spiagge interesseranno. Appena avremo queste informazioni, noi daremo la nostra autorizzazione all’interno dell’Osservatorio». Che insiste con la necessità di garanzie: non solo il ripristino immediato del fondale - ricorda Maria Sargentini - ma anche la comunicazione di «procedure e tempi per operazioni più complesse». Devono, inoltre, essere realizzati interventi già «autorizzati e non realizzati per ragioni logistiche e di interferenza con il montaggio dei cassoni; devono essere rimosse le 11 torrette di ancoraggio e stabiliti tempi e modi per il recupero dei sacchi di malta cementizia che hanno fatto da appoggio alla Concordia».

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