Il Tirreno

Grosseto

in tribunale

Un etto di erba per uso personale

Arrestato a Grosseto, la Corte d’Appello ha archiviato il reato

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GROSSETO. Era la fine di luglio dell’anno scorso quando la sezione narcotici della questura di Grosseto si fece trovare alla fermata della Tiemme in via Senese per aspettare che Stefano Ceccarelli, 47 anni grossetano che abita all’Impruneta, in provincia di Firenze, scendesse dall’autobus. Quel giorno, lo trovarono con oltre un etto di marijuana e lo arrestarono. Il tribunale, durante l’udienza di convalida, decise che Ceccarelli avrebbe dovuto restare nella sua casa la sera e gli applicarono la misura dell’obbligo di dimora. Ma a distanza di pochi mesi, Ceccarelli fece ricorso alla Corte d’appello, che ha archiviato il reato di detenzione ai fini di spaccio per il quale era stato arrestato a Grosseto. Il giudice per le indagini preliminari Angelo Antonio Pezzuti ha infatti accolto la richiesta del pubblico ministero. «Rilevato che la semplice detenzione di sostanza stupefacente non determina la sussitenza del reato quando non emergono elementi sintomatici della destinazione della sostanza all’uso di terzi», scrive il gip Pezzuti nella sentenza e aggiunge: «ritenuto che nel caso in esame non vi sono elementi decisivi tali da escludere una finalità esclusivamente personale delle detenzione, ordina l’archiviazione del procedimento». Insomma, per il gip della corte d’Appello di Firenze, i quasi 110 grammi di marijuana che Ceccarelli avave con sé la sera che era arrivato con l’autobus da Firenze a Grosseto, sequestrati insieme a un bilancino di precisione, non sarebbero stati destinati a finire sul mercato della droga grossetano. Era marijuana per uso personale. (f.g.)

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