Il Tirreno

Grosseto

Liberalizzazioni: lettera a Napolitano

di Maurizio Bernardini
Liberalizzazioni: lettera a Napolitano

Gli artigiani scrivono al presidente della Repubblica per fermare l’ordinanza che permette loro di restare sempre aperti

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GROSSETO. Liberalizzazioni in ambito artigianale: c’è il ricorso alla presidenza delle Repubblica.

Confartigianato e Cna hanno atteso fino all’ultimo. Poi, venerdì, nell’ultimissimo giorno utile, la lettera è partita. «Di tutto abbiamo bisogno – dice il direttore della Confartigianato, Mauro Ciani - tranne che di misure che vadano a indebolire il sistema economico e le imprese. Speriamo che l’ordinanza del sindaco sia rivista».

E poi ancora: «Vedremo se quella del Comune è stata o no una semplice politica dei muscoli», punzecchia Renzo Alessandri, direttore Cna. Tutto nasce dalla scelta dell’amministrazione di revocare l’ordinanza 432 del 1994, quella che stabiliva regole precise per il settore artigiano. Una decisione che ha di fatto spalancato le porte a una concorrenza, secondo molti, “selvaggia”. L’appello delle associazioni di categoria è stato chiaro sin da subito, con una girandola d’incontri e una proposta ufficiale. Tre i punti: «Vogliamo che nel territorio comunale grossetano le aziende che operano nel settore dell’acconciatura, del tatuaggio e piercing (quelle coinvolte dal problema) abbiano obbligo d’osservare almeno un giorno di chiusura come riposo settimanale; che l’orario d’attività sia compreso tra le 8 del mattino e le 22; che l’orario d’apertura venga preventivamente comunicato al Comune per poter effettuare controlli adeguati (soprattutto per verificare la presenza del responsabile tecnico, ndc)». Ma è un muro contro muro.

Dall’amministrazione non arriva nessuna replica: spunta il ricorso al presidente della Repubblica. «Abbiamo fatto passare un po’ di tempo, atteso risposte dal Comune. Risposte che non sono arrivate. A questo punto – spiega Alessandri - il ricorso era inevitabile. È questa l’unica strada per far valere le ragioni delle imprese». Secondo la Cna «L’assimilazione dell’artigianato al commercio è arbitraria. Un atto né scontato, né dovuto», tanto che in molti comuni d’Italia non se n’è fatto di nulla.

Preoccupato Ciani. Il direttore Confartigianato ricorda come il settore abbia «Bisogno di maggiore tutela e attenzione. Siamo in una fase regressiva dei consumi. E una deregolamentazione selvaggia non aiuta le aziende, ma ne ingigantisce le difficoltà». Ciani sposa la causa delle micro imprese, quelle gestite dal solo titolare e da un dipendente. Realtà che, alla lunga, non potendo stare aperte per un arco temporale troppo esteso rischiano la chiusura. «Ed ecco che al danno economico va sommandosi quello sociale».

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