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Concordia, rinviata l’autorizzazione al rigalleggiamento

Concordia, rinviata l’autorizzazione al rigalleggiamento

Il ministro Galletti: "Al momento dello spostamento sarò al Giglio e sarò un carabiniere inflessibile"

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ISOLA DEL GIGLIO. Autorizzazione rimandata per il rigalleggiamento della Concordia. L’Osservatorio di monitoraggio - l’organismo che deve verificare la regolarità delle operazioni di “refloating” e di risanamento ambientale dell’isola - stabilisce che la documentazione fornita da Costa ancora non sia completa. Non appena ci sarà l'autorizzazione, comunque il ministro dell'Ambiente Gianluca Galletti annuncia che al momento del trasferimento della nave sarà al Giglio e "sarò  un carabiniere inflessibile". 

Comunque - ricorda il ministro - il relitto della Concordia "entro fine luglio deve essere nel porto di destinazione: io stesso vigilerò affinchè le prescrizioni del ministero siano attivate nel minimo dettaglio".

Una precisazione importante  dopo che l’Osservatorio stabilisce che "restano da verificare alcuni aspetti delle operazioni, devono ancora essere approfonditi aspetti procedurali operativi. Perciò saremo in grado di fornire le nostre determinazioni definitive sull'avvio delle operazioni all'Isola del Giglio solo in presenza della documentazione completa".

La macchina del trasferimento del relitto dal Giglio a Genova non si blocca. Infatti martedì 8 luglio è in programma la riunione fra Costa e Capitaneria di porto di Livorno anche per l’autorizzazione al viaggio della Concordia come rifiuto speciale, equiparato - in base al Codice dell’Ambiente - a una merce speciale. A firmare il permesso per lo “smaltimento”, infatti, per decisione del governo non sarà più la Provincia di Grosseto.

Con la Guardia costiera, inoltre, Costa dovrà anche definire le procedura di monitoraggio durante le fasi di rigalleggiamento che l’armatore vorrebbe far iniziare lunedì 14 luglio, nonostante il ritardo nel parere dell’Osservatorio.

Come già anticipato dal Tirreno, prima di dare il via al rigalleggiamento e al risanamento, l’Osservatorio vuole che Costa garantisca “la continuità del ripristino ambientale del fondo marino del Giglio”: deve iniziare a rimediare ai danni causati all’isola non appena il relitto sarà trasferito e non a settembre, come sarebbe nelle intenzioni della società. "Le garanzie richieste - dice Maria Sargentini, presidente dell’Osservatorio - sono che partano subito le operazioni di ripristino del fondale, quelle immediatamente eseguibili come la mappatura e le operazioni già avviate di rimozione. Poi ci devono comunicare le procedure e i tempi per le operazioni più complesse". Si tratta - spiega una nota - di intervenire innanzitutto per la parte di interventi già autorizzati e non realizzati per ragioni logistiche e di interferenza operativa con il montaggio dei cassoni; di procedere alla rimozione delle undici torrette di ancoraggio; di stabilire idonee procedure e tempi certi per il recupero dei sacchi di malta cementizia che hanno fatto da sostegno alla Concordia.

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