Sicurezza
Un milione e mezzo alla Maremma dal “piano Renzi”
Arrivano i soldi per i progetti che il premier aveva chiesto ai sindaci d’Italia: pochi, «ma comunque una svolta»
GROSSETO. Un milione 418mila e 920 euro: è questa la somma che il governo ha destinato alle scuole della Maremma nell’ambito del tanto annunciato e tanto atteso Piano di edilizia scolastica, cavallo di battaglia del premier. Renzi, già al suo insediamento, aveva promesso soldi per costruire, ricostruire o ammodernare i cadenti edifici scolastici del Belpaese, invitando tutti i sindaci d’Italia a inviargli in tempi record progetti e richieste. I sindaci “più bravi” hanno risposto e ora i soldi arrivano. Molti meno di quelli che ciascuno aveva richiesto, come lascia intuire il tono non sempre entusiastico degli amministratori nell’apprendere l’entità delle cifre; ma pur sempre quanto basta per tirare un po’ il fiato e soprattutto _ come sottolinea il sindaco di Grosseto Emilio Bonifazi _ «per dare un segnale positivo di controtendenza». L’avvio, insomma, di un «totale cambiamento di rotta dopo oltre vent’anni, visto che l’ultimo piano di edilizia scolastica in Italia risale al 1992 e non è mai stato finanziato».
Parola d’ordine, dunque, accontentarsi nell’auspicio che questo sia davvero solo l’inizio. Il governo ha stanziato nel complesso un miliardo e 94 milioni di euro, destinati a 20845 edifici scolastici sull’intero territorio nazionale. Con tre diverse tipologie di intervento: costruzione ex novo (#scuolenuove), grazie alla possibilità di sforare il patto di stabilità; messa in sicurezza (#scuolesicure); decoro e piccola manutenzione (#scuolebelle), con finanziamento vero e proprio.
Nel milione e mezzo spedito in Maremma ci sono tutte e tre le tipologie. Sorgeranno così due scuole tutte nuove (a Campagnatico e Scansano) alle quali va la fetta più grossa della torta: un milione e 30mila euro. Si metterà in sicurezza la scuola elementare di Massa Marittima (78mila euro) e si “abbelliranno) scuole comunali di Grosseto (12 plessi per circa 172mila euro), di Follonica (8 plessi, 84mila euro), di Monte Argentario (3 plessi, 31mila euro), di Orbetello (un plesso, 8mila euro).
Inutile dire che le varie amministrazioni comunali rispondendo all’appello di Renzi avevano inviato “fatture” dagli importi assai superiori.
Il Comune di Grosseto per esempio, per mettere mano ai 46 edifici di sua proprietà aveva chiesto al governo ben più di due milioni di euro. Ne riceve meno di un decimo, ma insomma di questi tempi 172mila euro da spendere sono pur sempre ossigeno. Anche perché _ come spiega ancora Emilio Bonifazi _ a questa cifra si sommano i soldi che il Comune mette di suo («diversi milioni di euro di investimenti già programmati per i prossimi anni», assicura il sindaco) e quelli che gli amministratori locali scovano usando a volte anche la fantasia: «A Marina per esempio _dice il sindaco _ ci stiamo accordando con una ditta privata che farà l’efficientamento energetico della scuola a sue spese, usando questo intervento come spot promozionale per le proprie attività d’impresa».
Bonifazi tiene comunque a ricordare che la situazione complessiva delle scuole grossetane non è pessima: «A parte il caso di via Garigliano, scuola quasi da rifare, i problemi maggiori riguardano infissi, pavimentazioni delle palestre...».
Insomma, grane di modesta entità per le quali anche i 172mila euro dello Stato potrebbero essere un toccasana.
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