Sicurezza
La statua in onore del ciuco fa litigare il paese
Polemiche e battibecchi all’assemblea pubblica organizzata da Rifondazione a Roccatederighi
ROCCATEDERIGHI. Ciuco sì o ciuco no? Su questo dilemma, riguardo all'opera in bronzo (già commissionata all'artista senese Carlo Pizzichini) che dovrebbe abbellire la piazza centrale di Roccatederighi, si divide una comunità. Sì, perché una volta concluso il rilevante intervento di ripristino e miglioramento della piazza principale del paese (piazzetta Mazzini) - grazie a un significativo autofinanziamento dei paesani - un somaro, un ulivo e una fontana potrebbero essere collocati nel nuovo spazio. Tre simboli del comprensorio. Sul ciuco, però, non c'è concordia.
Venerdì sera non è andata proprio come gli organizzatori immaginavano l'assemblea pubblica voluta da Rifondazione Comunista per coinvolgere i rocchigiani sul restyling. La partecipazione è stata al di sotto delle aspettative, solo una trentina di persone. Ma soprattutto si è sviluppata a senso unico.
In apertura, infatti, alcuni cittadini e rappresentanti del comitato locale "Pro Piazzetta" - che da due anni si adopera attraverso svariate iniziative per raccogliere fondi da destinare all'intervento - hanno cercato un approccio con chi si apprestava a condurre l'assemblea. «Una sciocca provocazione» - così viene definita dal circolo locale del Prc. In pratica è stato chiesto di sgomberare il campo da ogni riferimento politico prima di avviare il dibattito. Ne è nato un battibecco, con la parte favorevole al ciuco che, visto il clima, ha preferito abbandonare la sala della Filarmonica e rinunciare al confronto. «C'è qualcuno che vuole far entrare la politica in ogni cosa, anche nelle iniziative più belle, trasversali e spontanee, come questa - spiegano alcuni aderenti al Comitato "Pro piazzetta", riferendosi a Renzo Salvestroni, il leader locale di Rifondazione - la sensazione è che si cerchi solo visibilità e che l'invocato esercizio della democrazia venga richiesto a intermittenza».
La replica è stata immediata. «Dopo quello che è accaduto venerdì sera - si legge in una nota del circolo di Rifondazione di Roccatederighi - siamo ancora più convinti della fondatezza delle nostre posizioni. Quasi la totalità degli interventi dei circa trenta presenti all'assemblea hanno evidenziano la mancata possibilità da parte dei rocchigiani a esprimersi sulla proposta, in quanto nell'assemblea del maggio 2014 i cittadini si trovarono di fronte a decisioni già prese, con passaggi istituzionali interamente compiuti all'insaputa di tanti». Salvestroni evidenzia il contenuto di una delibera della giunta comunale datata 31 gennaio 2014. «Oltre tre mesi prima della riunione pubblica organizzata dal Comitato Pro Piazzetta, nel maggio scorso, era già stato completato tutto l'iter burocratico, per mezzo dell'associazione Pro-Loco, di fatto committente dell'opera. Ci domandiamo allora: a cosa doveva servire l'assemblea? Forse a ratificare decisioni già prese?».
Nello stesso comunicato il circolo locale del Prc ammette con onestà che sulla ristrutturazione della piazza si registrano in netta prevalenza commenti positivi, «ma la diatriba è sulla collocazione dell'animale (ciuco a grandezza naturale) in una piazza intitolata a due protagonisti del risorgimento italiano, Giuseppe Mazzini e Aurelio Saffi». Rifondazione chiede quindi un'altra collocazione per il somaro del maestro Pizzichini, ma soprattutto domanda che a decidere sulla specifica questione del ciuco sia la maggioranza dei cittadini. Da ieri è partita una petizione per chiedere alla Pro-loco di Roccatederighi di organizzare una consultazione tra i paesani (dopo i festeggiamenti di agosto) e al sindaco Francesco Limatola di farsi garante dei processi democratici. (g.b.)
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