Sicurezza
Un comitato per salvare lo storico Pozzo Valsecchi
È una delle testimonianze del passato minerario della zona di Gavorrano La Syndial, proprietaria dell’area, lo ritiene irrecuperabile e vuole demolirlo
GAVORRANO. Ora è muro contro muro. C’è Syndial, proprietaria del sito, che relazioni tecniche alla mano vuole demolire la storica struttura; e ci sono i cittadini, appena riunitisi in un comitato perché non una sola pietra venga toccata. «È un simbolo dei minatori» dicono. Due fazioni per un unico destino: quello del Pozzo Valsecchi, monumento a quasi un secolo di storia del territorio e griffato Unesco, dato che è entrato a far parte del geoparco.
«Affidare il destino di Gavorrano alle organizzazioni industriali e ai loro tecnici è come rassegnarsi alla sconfitta e perdere un’occasione che invece potrebbe contribuire non poco al rilancio del territorio comunale» dicono dal comitato che si è formato nei giorni scorsi. Al suo interno non ci sono soltanto gavorranesi, ma anche associazioni di Follonica e Massa Marittima. Segno evidente che Pozzo Valsecchi è ben più di un insieme di pietre e legno.
Costruito nel 1940 per portare acqua ai minatori impegnati nelle gallerie, la struttura è considerata da molti una traccia palpabile della storia mineraria. «Riteniamo un dovere civile quello di salvaguardare i beni culturali presenti nel nostro comune che in grande parte sono gli strumenti del lavoro nelle miniere – dicono dal neonato comitato - È questo il miglior modo per salvare la “memoria” dei minatori che per la natura stessa della loro opera non sono uguali agli altri lavoratori».
Il problema è che secondo Syndial, proprietaria del sito, la struttura è irrecuperabile e l’unica possibilità è raderla al suolo per poi ricostruirla. Il geoparco ha chiesto un’ulteriore verifica, così da capire se ci sono alternative valide, mentre le istituzioni si sono dette impegnate per trovare una soluzione. Che ancora non c’è.
Una situazione che convince poco anche l’opposizione. «È vero che è di Sindyal – ha detto la consigliera Patrizia Scapin – ma nel all’interno del masterplan del parco si può leggere la carta dei principi che dice come la tutela e la salvaguardia dell’ambiente e del patrimonio scientifico e tecnico è da condividere tra tutti, anche le istituzioni. Per questo chiediamo una commissione ad hoc composta da maggioranza e opposizione».
«Questo patrimonio deve essere salvato come leva per costruire le vie future; le ricchezze del nostro territorio devono essere messe a valore se vogliamo che si sviluppi il turismo e le nuove professioni ad esso connesse – conclude invece la nota del comitato – Sarebbe opportuno che l’amministrazione di Gavorrano desse informazione a tutti i cittadini relativamente al Parco minerario patrimonio dell’Unesco ed agli sviluppi che sono in corso nonché informazioni circa le relazioni di tutto questo con l’Eni».
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