Finanza
La pineta che muore, rischio sicurezza e rabbia per il degrado
A Follonica numerosi gli alberi da abbattere perché vecchi o malati e le nuove piantumazioni stentano a crescere
FOLLONICA. Le voci dei bambini sono le stesse del passato, la visuale no. Il rumore di sottofondo della pineta di ponente è quello di sempre. Le grida dei piccoli che giocano, le mamme che parlano tra loro, gli anziani che chiacchierano sulle panchine. Ma la vista non perdona. Il grande polmone verde di Follonica sta morendo. Quei pini meravigliosi che hanno fatto la storia della città del Golfo non esistono più, o almeno sono ridotti al minimo: tanti sono stati tagliati, altri sono rimasti con una chioma misera, alcuni pendono inesorabilmente.
Poi una distesa di piccole piantine che non riescono a crescere. La sensazione è che una delle bellezze di Follonica (tutti ricordano lo slogan promozionale: “Mare, sole e pineta”) stia cedendo al tempo che passa: nato spontaneamente, il parco esiste da più di centocinquanta anni, adesso per cause fisiologiche dovute all'età degli alberi e per una malattia trasmessa da un parassita, offre un'immagine triste e spaventa chi lo frequenta. Il timore è che un pino possa cadere da un momento all'altro, come è successo la scorsa settimana, quando uno degli alberi che circondano la Pista dei Pini è crollato sulle impalcature della struttura sportiva dell'impianto.
«Ho sentito un rumore assordante, ma non pensavo che si trattasse di un pino caduto». Così Paola Cillerai, che insieme alla famiglia ha in concessione la Pista dei Pinie, racconta che cosa è successo. «Stavo preparando la pizza quando ho sentito un frastuono – spiega l'imprenditrice – sono uscita è ho visto che un pino era crollato sulle impalcature della nuova struttura in legno, che stiamo realizzando nella parte dell'impianto sportivo. Se accadeva l'anno scorso sarebbe successa una tragedia: i bambini stavano giocando a pochi metri da quell'albero e se ci fosse stata la vecchia costruzione, più bassa e vecchia, il pino li avrebbe colpiti. Purtroppo la situazione non è delle migliori: la pineta sta morendo. C'è stato un sopralluogo ora aspettiamo l'esito».
Il Comune di concerto con il Corpo forestale ha infatti avviato una serie di indagini per capire lo stato dei pini: quello che è caduto non era secco, la priorità dell'amministrazione è la sicurezza di chi frequenta la pineta. «Tra qualche giorno dovremmo avere i primi risultati e poi valuteremo come procedere», spiega il vicesindaco Andrea Pecorini. Non è escluso che altre piante vengano tagliate per non correre il rischio che ciò che è accaduto una settimana fa possa succedere ancora. La percezione di chi quasi tutti i giorni trascorre al parco delle ore, è differente: la preoccupazione che un pino possa cedere non c'è, c'è invece il rammarico profondo per le condizioni in cui è tenuta l'area. «I bagni sono sempre chiusi, ma le pare possibile?», si lamenta un anziano. «Non ho paura – spiega Marisa Degli Esposti, che in pineta porta i suoi due nipotini a giocare – ma vedere il degrado che c'è mi rattrista: adesso forse è troppo tardi per intervenire. Prima la vasca dei pesci era curata ora non più, i bagni pubblici sono chiusi, i viottoli interni sono tutti dissestati, tanto che non possiamo farci passare i bimbi con le bici. C'era un bar aperto anche quello quest'anno è chiuso: è davanti agli occhi di tutti la condizione di degrado ed è un gran dispiacere per noi follonichesi».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
