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I balneari ora si pagano il ripascimento

I balneari ora si pagano il ripascimento

Alcuni stabilimenti di Punta Ala si associano per arginare l’erosione che si mangia la spiaggia

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PUNTA ALA. «Quella sabbia la coccoliamo come se fosse un figlio e contiamo ogni singolo granello, tutti i giorni». La battuta, che poi non lo è affatto, scappa dalla bocca di Andrea Bindi, titolare dello stabilimento balneare Hidalgo a Punta Ala e racchiude un misto di amarezza ma in fondo anche di speranza. Il litorale della frazione castiglionese infatti, a ridosso dell’ansa dove ci sono i bagni più “in” della località, da anni è soggetto a una forte erosione. E dopo le numerose mareggiate invernali, che in alcuni punti hanno praticamente ridotto a zero la spiaggia, la stagione estiva era fortemente a rischio.

Così sono stati gli stessi imprenditori, con un intervento valutabile fra 25 e 30mila euro, a tamponare la situazione, “consorziandosi” nel tentativo di riportare un po’ di sabbia sulla battigia e salvare il salvabile. E’ lo stesso Bindi che conferma gli interventi, che si sono conclusi solo qualche settimana fa: «Purtroppo – attacca – tutte le opere che sono state fatte in passato non hanno mai risolto definitivamente l’erosione della spiaggia. Quest’anno era davvero una situazione drammatica, e allora abbiamo deciso di intervenire da soli». Negli ultimi anni sono stati numerosi gli interventi di ripascimento adottati dalla Regione, dalla Provincia e dal Comune di Castiglione (lo scorso anno furono spesi 50mila euro) con la situazione che non è mai di fatto cambiata.

La sabbia portata via dalla battigia, non è che poi vada così lontano. Si sposta di qualche decina di metri in mare, creando le “secche”. L’operazione, tramite un’idrovora della ditta Barracuda, è stata quella di “ripompare” la sabbia a ridosso della duna, per allungare di fatto la battigia. Bindi conferma però che molte file di ombrelli sono sparite: «Il sistema è stato quello usato anche negli anni scorsi di riallineare la costa con circa 1300 metri cubi di sabbia riportati verso terra, ma io all’Hidalgo Sporting Club ho perso più di 50 ombrelloni, e anche al bagno la Bussola sono almeno 30 quelli in meno, senza contare che il Gymnasium ha praticamente la prima fila in acqua. Stiamo fornendo alla clientela un servizio mediocre, e purtroppo diamo una pessima immagine della nostra spiaggia».

Bindi spera che in tempi brevi si riesca a far partire il secondo stralcio del progetto iniziato nel 2009: «Cinque anni fa si tentò, tramite dei sacconi subacquei di arginare l’erosione, ma poi non si è mai arrivati a completare l’intervento. Come gestori siamo ormai impotenti e non sappiamo più che dire ai nostri clienti, che quando arrivano e non vedono più la spiaggia si mettono a sorridere pensando che sui pennoni sventolano le bandiere delle 5 vele».

Enrico Giovannelli

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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