Lutto
«Rovina il paesaggio» Nuovo no a La Gondoletta
Continua l’odissea per i titolari dello stabilimento balneare che da otto anni chiedono di demolire e ricostruire la struttura: anche il Tar boccia il progetto
MARINA DI GROSSETO. Da un lato chi vuol investire, dall’altro le regole, forse opinabili ma (a quanto pare) non discutibili. Ora di traverso ci si mette pure il Tar.
Quella dello stabilimento La Gondoletta è un’odissea. Al centro di tutto c’è la ristrutturazione del bagnetto, lavori che faciliterebbero la vita ai proprietari del locale. Opere che i fratelli Ferretti – progetto alla mano - chiedono di poter fare da otto anni. Invano.
L’idea. Tutto prevede la demolizione e la ricostruzione della struttura, a parità di superficie commerciale. Il disegno elaborato dai professionisti incaricati dai Ferretti segna pure un leggero aumento dell’altezza dello stabilimento: è questo il pomo della discordia.
Il Comune. All’inizio dell’iter il Comune accoglie l’idea dei proprietari del bagnetto: l’immobile si trova in una zona a vincolo paesaggistico, ma supera il vaglio della commissione comunale al paesaggio. Strada in discesa? Non proprio: la successiva bocciatura della Soprintendenza spiana la strada al diniego dell’autorizzazione.
Il niet. La doccia fredda arriva dalla Soprintendenza ai beni culturali. Per l’ente pubblico quel progetto non è compatibile con il contesto di riferimento perché: aumenta il carico urbano in una zona piena di strutture ricettive; comporta un aumento dell’altezza rispetto al fabbricato preesistente, dunque altera i rapporti percettivi dalla passeggiata verso il mare e viceversa; introduce nel contesto paesaggistico materiali e colori non consoni alle sue caratteristiche.
Bocciatura Tar. È del 26 giugno di quest’anno l’ultima sentenza dedicata al caos-Gondoletta. La emette il Tar della Toscana che respinge il ricorso presentato dai fratelli Ferretti contro Comune e Soprintendenza. Anzi, li condanna a liquidare 2mila euro (più Iva) al Comune e mille (più Iva) al ministero dei Beni culturali. Tra le altre cose, per il Tribunale il giudizio di compatibilità paesaggistica non deve essere condizionato dall’effettivo stato di degrado dei luoghi: poco importa se da quelle parti ci sono palazzi ben più alti di quella che dovrebbe essere la nuova Gondoletta. Così come, sempre per il Tribunale, è indubbio che una maggiore altezza dello stabile comporti un più forte impatto dell’edificio.
«Mollo tutto». Amareggiato è dir poco. Quando ci risponde al telefono, Francesco Ferretti è furioso. «Valuto tutto, anche se andare via da Grosseto», dice. «Non volevo fare un grattacielo come quelli schifosi che ho davanti lo stabilimento. Era un semplice deposito per ombrelloni, lettini e poco più. Ogni anno devo portare tutto a casa perché non ho spazio. Senza considerare che se arriva una mareggiata non so dove mettere i lettini». Ferretti ricorda d’aver coinvolto tutti, dal Comune (“che era disponibile”) alle associazioni di categoria, ai professionisti del settore. E d’essere andato a discutere di persona alla Soprintendenza. «Ho chiesto loro di dirmi come lo volevano. Mi hanno risposto “lei faccia un altro progetto e poi vediamo”. Ma che sono cretino io? Ora valuteremo se fare altri ricorsi. Perché questo non è il modo di fare turismo, di aiutare chi vuole fare impresa. Era meglio se avevo investito all’estero».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
