Il dolore
Il Tribunale dissequestra il relitto della Concordia
Nuovo intervento dei periti sul malfunzionamento del generatore di emergenza, prossime udienze a settembre
GROSSETO. Il Tribunale ha dissequestrato la Concordia. Accogliendo la richiesta dell'avvocato Marco De Luca, legale di Costa spa, il collegio presieduto da Giovanni Puliatti ha ritenuto che non vi siano più le esigenze probatorie e ha disposto la restituzione del relitto alla compagnia armatrice. I giudici hanno anche ritenuto che le esigenze di approfondimento siano state soddisfatte all'esito della discussione sugli aspetti tecnici esaurita in questa settimana. Ritiene anche "inutile e inaffidabile" ogni ulteriore accertamento sullo stato delle porte stagne, come richiesto da Codacons e dalla difesa di Francesco Schettino (nella foto Bf), dal momento che si trovano - da oltre due anni - a notevole profondità in ambienti soggetti a verosimile deformazione generale. Respingendo le osservazioni della difesa del comandante, il Tribunale ha anche disposto la restituzione dei tre mezzi di salvataggio collettivi (uno per ciascun tipo) che erano stati trattenuti in sequestro per eventuali esperimenti giudiziari, ritenuti adesso non necessari di fronte alle dichiarazioni di conformità e alle risultanze della discussione di perizie e consulenze. Accolta infine la richiesta di restituzione del contenuto di una cassaforte, presentata da una coppia di passeggeri. Prossime udienze il 22 e 23 settembre: il Tribunale comincerà a sentire i passeggeri (sono 150 ma il numero potrebbe scendere) e i consulenti medici (oltre trenta). Il 23 sarà ascoltata, tra gli altri, anche la presentatrice televisiva Francesca Rettondini, che era a bordo della nave la notte del naufragio.
VIDEO / SCHETTINO RILASCIA UN'INTERVISTA AL TERMINE DELL'UDIENZA
"Lo smantellamento sarà immediato". Era stato l'avvocato Marco De Luca, legale di Costa Crociere spa, a chiedere al Tribunale il dissequestro della Concordia "al fine di consentire il rigalleggiamento e il trasporto" della nave a Genova. Qui la Concordia dovrà essere - ha aggiunto in aula il legale - immediatamente alleggerita, dal momento che "il pescaggio non è sufficiente per entrare nel bacino di carenaggio" e dunque andrà subito smantellata. La Procura si era rimessa alla valutazione del collegio giudicante; l'avvocato Giuliano Leuzzi (parte civile Codacons) aveva chiesto il mantenimento del vincolo per verifiche su porte stagne e porte ascensori; il difensore di Francesco Schettino, Donato Laino, aveva chiesto di modificare le modalità del sequestro e di consentire lo smantellamento solo fino al ponte 0, in modo da permettere gli accertamenti da quella quota verso il basso, "a secco". De Luca aveva chiesto anche la rimozione del sequestro dalle tre imbarcazioni di salvataggio rimaste per eventuali esperimenti giudiziali: tutti d'accordo meno la difesa del comandante, che aveva rappresentato l'esigenza di verifica della capacità.
Ancora il generatore di emergenza. Questa mattina, alla ripresa del processo nei confronti di Francesco Schettino, precisazioni degli esperti del collegio del Tribunale a proposito del malfunzionamento del diesel generatore di emergenza, per il quale - ha spiegato il professor Enzo Dalle Mese - è necessario puntualizzare alcuni aspetti forse fraintesi e comunque per rispondere alle osservazioni di altri consulenti ascoltati successivamente. L’udienza-fiume precedente (dodici ore), chiusa alle 0,35, era invece terminata con il controesame dei consulenti della difesa del comandante, sempre tenendo in evidenza le simulazioni presentate. Il presidente ha comunque detto no quando la Procura ha chiesto ai periti di dare un giudizio sulle simulazioni esposte il giorno prima. Giovedì sera il pm Alessandro Leopizzi ha chiesto a lungo all’ingegnere Mariana Scognamiglio i criteri utilizzati per l’elaborazione della sua simulazione, specie a proposito dell’impatto contro lo scoglio oppure sul basso fondale: l’esperta aerospaziale ha specificato di non aver tenuto conto del punto, dal momento che il calcolo è sulla traiettoria e, secondo questa elaborazione, la nave sarebbe passata a 19,2 metri. L’ingegner Roberto Balestrieri ha ammesso che gli angoli di virata successivi al primo di 5 gradi sono, secondo i dati Cetena (il centro studi di tecnica navale - Fincantieri), inferiori; e ha aggiunto che la propria ricostruzione differisce dalla simulazione dell’ingegner Scognamiglio perché soprattutto qualitativa («non volevo misurare gli spostamenti»). L’ingegner Sergio Ambrosio, oltre ad aver rivendicato le capacità di manovra del comandante e aver giustificato ampiamente le scelte adottate nell’attendere il momento giusto per dare l’allarme generale, ha tenuto a precisare che il team avrebbe dovuto dare supporto a Schettino «se mai questi si fosse distratto. Ma Schettino non si era distratto, tanto che il primo ad accorgersi della presenza degli scogli fu proprio lui». Scognamiglio, richiesta poi di dare spiegazioni dall’avvocato di parte civile Massimiliano Gabrielli, ha precisato che la Concordia non poteva dare tempi di risposta alle manovre diversi in conseguenza alle pinne stabilizzatrici, «perché bloccate» e quindi ininfluenti.
"Schettino di nuovo sugli scogli". Il procuratore capo Francesco Verusio ha riassunto così il punto di vista della Procura al termine del tour de force processuale: «Se Schettino aveva delle speranze, in questa settimana che abbiamo sentito tutti i consulenti e i periti del Tribunale, credo che anche queste speranze si siano infrante sullo scoglio». Il processo come il naufragio, insomma, perché secondo Verusio «ogni udienza di questo processo non ha fatto altro che confermare l’impianto dell’accusa che abbiamo messo in piedi sin dall’inizio». Verusio non crede alle simulazioni di difesa e Codacons («fantasiose» e in contraddizione tra di loro) e nemmeno all’incidenza dell’errore del timoniere indonesiano Jacob Rusli Bin: «Quando il timoniere ha sbagliato, la nave era già impegnata sullo scoglio».
VIDEO: LE DICHIARAZIONI DI VERUSIO
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