Sicurezza
Restauri finiti alla chiesa di Selva che aspetta solo la testa del drago
SANTA FIORA. Chiesa della Santissima Trinità di Selva (Santa Fiora) ormai al top dei restauri. Grazie infatti a un importante contributo di quarantamila euro (compresa iva, progettazione e spese...
SANTA FIORA. Chiesa della Santissima Trinità di Selva (Santa Fiora) ormai al top dei restauri. Grazie infatti a un importante contributo di quarantamila euro (compresa iva, progettazione e spese generali) concesso dall’Ente Cassa di Risparmio di Firenze alla parrocchia, è stato possibile eseguire un ulteriore passo avanti sulla via degli interventi di recupero della chiesa della Santissima Trinità della Selva, adiacente al convento francescano omonimo.
Sono stati oggetto di intervento gli straordinari arredi lignei che si presentavano in pessimo stato di conservazione. A partire dal pregiatissimo coro e il leggio girevole, sono stati restaurati anche altri arredi, come le panche, il monumentale mobile della sacrestia, le balaustre.
Ne dà notizia Luciano Tortelli, dell’associazione amici della Selva, sodalizio da cui prese avvio anni fa l’input per il restauro della chiesa più grande e amata della zona.
Un desiderio di recuperare le struttura che ha coinvolto tutta la popolazione di Selva, che partecipò in massa all’inaugurazione in grande stile della chiesa, avvenuta il 25 agosto 2013, rinata dopo il lungo periodo di degrado a cui era stata sottoposta.
Mancavano, da allora, per mettere a punto il restauro, i ripristini degli arredi lignei, di grande pregio. E grazie al contributo della Cassa di risparmio di Firenze è stato oggetto di restauro anche un altare posto sulla navata laterale.
Progettazione e direzione dei lavori sono state dell’architetto Massimo Francardi. Le ditte che hanno eseguito i lavori sono Faser Costruzioni e Cooperativa Atlante.
Pochi mesi fa, nella chiesa è stato celebrato, dopo quarant’anni, un battesimo: quello di Matilde, figlia di Federico e Marina, un passo importante per ricominciare a far vivere una struttura a visitare la quale arrivano fedeli anche da molto lontano.
Il luogo, infatti, è di quelli leggendari, perché a Selva, si racconta, di un drago ucciso dal conte di Santa Fiora che salvò la popolazione. E sono davvero molti i turisti curiosi che arrivano fino al convento di Santa Trinità di Selva e alla chiesa per vedere la testa del drago ucciso in epoche remote dal conte Guido Sforza. Ma devono, poi, tornare a Selva, se la vogliono vedere chiusa nella sua teca di cristallo. La testa dl drago è infatti custodita lì nel borgo, fino a quando non saranno conclusi del tutto i ripristini della chiesa.
«Quella testa tornerà presto qui», afferma Tortelli. «Ormai ci sono da restaurare solo tre altari laterali, ma cosa da poco, dettagli. A breve quella testa del drago tornerà qui. Intanto presenteremo al pubblico i restauri lignei in una giornata che organizzeremo con la musica della corale».
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