Sicurezza
Commercio, la crisi non è finita Dati tutti negativi
L’analisi dell’Ufficio studi camerale non lascia dubbi Lamioni: «Indispensabile rinforzare le leve del rilancio»
GROSSETO. In dieci anni il commercio grossetano ha perso il 30 per cento del suo fatturato e nel primo trimestre di quest'anno il volume delle vendite complessivo delle imprese commerciali maremmane subisce ancora una flessione per il venticinquesimo trimestre consecutivo.
Potrebbe bastare questo a descrivere la grave crisi in cui continua a dibattersi il comparto del commercio in Maremma e poco importa che il dato dell'ultimo trimestre considerato sia un po' migliore rispetto alla maggior parte delle altre province toscane e alla media nazionale. Il problema è che il commercio maremmano non vede ancora l'uscita dal tunnel.
L'ufficio studi della Camera di commercio di Grosseto ha analizzato i dati relativi al periodo gennaio-marzo 2014, e tutti gli indicatori sono con il segno meno: -2,5% rispetto allo stesso trimestre del 2013 il volume di affari complessivo, -3,2% se si guarda in relazione alla piccola distribuzione, ma non vanno troppo meglio la grande (-2%) e la media distribuzione (-1,2%). Così come balza agli occhi il fatto che si riduce la forbice tra il calo dei consumi alimentari e quello del “no food”, rispettivamente -2,4% e-2,8%.
Le famiglie stanno tagliando anche i consumi di beni ritenuti, fino a poco tempo fa, indispensabili, sottolinea il presidente della Camera di commercio Giovanni Lamioni che attribuisce questo fenomeno al fatto che «il perdurare della fase recessiva, insieme alla difficoltà di credito, alla crescita della disoccupazione, soprattutto giovanile, e alla pressione fiscale costituisce un contesto economico-finanziario, ma anche psicologico, fortemente preoccupante, che ha condizionato, loro malgrado, le famiglie».
Nonostante tutto non sembra crollare la fiducia degli operatori commerciali, anche se le aspettative di un miglioramento a breve termine restano tiepide. I commercianti maremmani guardano al secondo trimestre attendendo, seppure in modo misurato, un incremento delle vendite, anche se a dominare è l'incertezza, che cresce se si concentra l'attenzione sui dati relativi alle imprese della piccola distribuzione, i negozi di vicinato, che non prevedono particolari incrementi di fatturato, a differenza di quanto dichiarato dalla media e dalla grande distribuzione.
L’analisi dei dati a medio termine confermano il clima di incertezza e di preoccupazione tra gli imprenditori commerciali maremmani: guardando all’orientamento delle imprese circa l’evoluzione dell’attività nei prossimi dodici mesi, solo 19% dei commercianti prevede uno sviluppo dell’attività, mentre il 79% prevede una sostanziale stabilità, l'1% una diminuzione del fatturato e un altro 1% ritiene probabile la chiusura del negozio.
L'indagine congiunturale mostra, dunque, che la Maremma, come tutto il Paese si trova ancora di fronte a una crisi estesa e di portata prolungata. «È una crisi – dice ancora Lamioni – che mette a dura prova la capacità di tenuta del nostro tessuto imprenditoriale ma che, dall’altro lato, impone anche di ripensare e rinforzare le leve per il rilancio della nostra economia. Un rinvigorimento delle leve che dovrà declinare in positivo le opportunità che provengono dalla innovazione».
Ed è proprio attorno al tema dell'innesto dell'innovazione nella tradizione che si articolerà, il 14 luglio prossimo, l'undicesima edizione della Giornata dell’economia.
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