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Grosseto

Centrale a biomasse alle cave, dubbi e polemiche

Centrale a biomasse alle cave, dubbi e polemiche

Incontro con i cittadini a Roccastrada per discutere della variante al piano strutturale del polo del gesso

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ROCCASTRADA. Nei primi mesi del 2013 Provincia di Grosseto e Comune di Roccastrada firmarono un protocollo d'intesa sul rilancio del bacino del gesso (oltre cento addetti e un ampio indotto). L'obiettivo dell'accordo istituzionale era ed è quello di permettere la realizzazione di un impianto per la produzione di energia da fonti rinnovabili - biomasse vegetali - così da ridurre consumi (e costi) per le industrie collegate alle cave e renderle autosufficienti.

Di questa possibilità se ne parla dal 2010. All'epoca era stato commissionato lo studio di fattibilità per un impianto di cogenerazione a biomasse dalla società Roccastrada Energia in un'area di pertinenza delle cave del gesso. Per 4 anni nel capoluogo e nelle frazioni, in municipio e nelle stanze della politica, se ne è parlato sottovoce. Adesso l'operazione ha assunto connotati pubblici.

Il 3 luglio alle 17,30, a Roccastrada, nella sala consiliare, è in programma la presentazione della variante al piano strutturale per il polo del gesso, in cui si parlerà anche e soprattutto della centrale a biomasse che gli amministratori delle due società che qui estraggono e lavorano la materia prima hanno chiesto di costruire. «E' evidente - protestano molti cittadini - che se si fa una variante al piano strutturale è perché l'amministrazione ha già dato il via libera alla realizzazione dell'impianto. Su questa cosa però non ci hanno chiamato a partecipare e condividere».

I dubbi sono molteplici. Dove si andranno a trovare, per esempio, 60mila tonnellate di legna all'anno da bruciare, per i prossimi 20-30 anni, così da permettere il funzionamento della centrale da 5MW? E uno studio sui venti nel territorio è stato commissionato oppure si va a fiducia? A chi toccherà respirare quei fumi? A Roccastrada o a Sassofortino? E infine chi controllerà che lì dentro non si bruci qualcos'altro? Insomma i soliti interrogativi. Legittimi.

Infine chi ha studiato la materia suggerisce che con il trascorrere del tempo il costo dell'energia invece di diminuire aumenta a causa delle spese pe il reperimento del legno. Sullo sfondo lo pseudo-ricatto dei posti di lavoro che si perdererebbero nel settore delle cave del gesso se l'operazione non dovesse andare in porto.(g.b.)

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