Il Tirreno

Grosseto

Nuove sfide sul mercato per la Tioxide

di Alfredo Faetti
Nuove sfide sul mercato per la Tioxide

Inaugurato il nuovo impianto per la produzione di sali di ferro: è costato 38 milioni di euro e ha creato 15 posti di lavoro

3 MINUTI DI LETTURA





SCARLINO. Più di mille tonnellate di acciaio, un investimento di oltre trentotto milioni di euro, quindici posti di lavoro creati dal niente e una riduzione di scarti industriali del quindici per cento. Sono i numeri a far dire al presidente della pigments division Simon Turner che questo è un «event day» per la Tioxide di Scarlino.

Davanti a istituzioni, sindacati e al mondo imprenditoriale, è stato tagliato il nastro al nuovo impianto per la produzione di sali di ferro nell’azienda del Casone. Un bestione di acciaio e tubazioni grande più di un ettaro, che prenderà il via a pieno regime a settembre e lancerà il gruppo Huntsman nel mercato della cementificazione, dei fertilizzanti e altri settori industriali, permettendo allo stesso tempo la riduzione dei gessi rossi, che altro non sono che scarti della produzione del biossido di titanio. «Ne abbatteremo la produzione del 15%» spiega Musso. Ha ragione Turner: è un giorno importante per la sede Tioxide di Scarlino. Lo dimostra la sfilata di personalità: c’è la Regione con l’assessore Gianfranco Simoncini, la Provincia, i Comuni, i sindacati, le altre aziende del Casone, persino il vescovo. Tutti presenti per un taglio del nastro atteso da anni, capace di andare incontro a due esigenze diverse: il rilancio aziendale e la diminuzione degli scarti. Partiamo dal primo aspetto. L’idea è quella di lanciarsi in nuovi mercati. I sali di ferro vengono utilizzati, anche in virtù di una normativa europea, in diversi settori, come la cementificazione. «Permettono di neutralizzare il cromo esovalente presente proprio nel cemento» spiega Musso. Senza contare che delle ripercussioni positive in termini di sviluppo si sono già avute. Dei 38 milioni complessivi, ne hanno beneficiato aziende locali o comunque toscane per oltre il 30%, senza contare che sono stati creati 15 posti di lavoro. Non solo: insieme al nuovo impianto è stata realizzata, con un investimento di 15 milioni di euro, anche una centrale “turbo gas” che garantirà la copertura del fabbisogno energetico all’intero stabilimento Tioxide.

Il secondo aspetto del «event day» è quello che si lega ai gessi rossi. I sali vengono realizzati utilizzando gli acidi necessari nella produzione di biossido di titanio, permettendo quindi di abbattere gli scarti industriali (i gessi, appunto). «Ne ridurremo la produzione del 15%» spiega l’ad. Un altro elemento importante, visto anche che nella cava di Montioni, dove sono stati smaltiti fino ad oggi, non c’entrano più. «Stando all’accordo del 2011 le istituzioni si sono impegnate a trovare un nuovo sito e ci stiamo lavorando – spiega Musso – Comunque l’intenzione è quella di non occupare altro territorio». Tra le autorità presenti, c’è anche Leonardo Marras, presidente di quella Provincia che «ha saputo garantire tempi brevi per la realizzazione di un impianto da 38 milioni di euro – dice - In questo caso il progetto e lo studio d’impatto ambientale sono stati presentati a metà aprile 2012, che a febbraio 2013 è stata approvata l’Aia e che ora l’azienda taglia il nastro dell’impianto».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa