Il Tirreno

Grosseto

Centro ai pedoni, via libera dalla giunta

di Maurizio Bernardini
Centro ai pedoni, via libera dalla giunta

Una delibera fa partire la sperimentazione: entro luglio, e fino a fine estate, nei weekend meno auto e traffico rivoluzionato

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GROSSETO. Centro ancora più pedonale, c’è la delibera. Dopo settimane di tira e molla, discussioni e chiacchiere la giunta ha deciso. Il testo ufficiale dell’atto, quello corredato di mappe e ben quattro paginate di dettagli, ancora non è pubblico. Ma i bene informati assicurano che il progetto è molto vicino (se non identico) a quello che il Tirreno aveva anticipato due settimane fa.

Ormai è questione di giorni, giusto il tempo di predisporre l’adeguata segnaletica. Poi il venerdì (dalle 8 di sera), il sabato e la domenica (fino a mezzanotte), il salotto buono sarà rivoluzionato. Ma non per sempre. Si tratta di una sperimentazione. Un centinaio di giorni, fino al 31 ottobre o giù di lì.

La corsa. La delibera nasce dalla mozione presentata da 4 consiglieri del Pd (Davide Buzzetti, Stefano Rosini, Stefania Laurenti, Veronica Tancredi) un civico (Massimo Felicioni) e due riformisti (Francesco Giorgi e Maurizio Cossu). Lo scopo? Avere un centro storico a misura d’uomo, con sempre meno auto e sempre più famiglie. «Altro che le macchine, voglio vedere i bambini correre per le vie del centro», dice uno dei firmatari. Il 6 giugno la mozione incassa un emendamento e appena 14 voti a favore, ma è sufficiente. A dare il via libera sono quelli della maggioranza, allargata, per l’occasione, alla civica Grosseto Oggi di Massimo Felicioni. L’Udc si astiene, parte del Pd (Roberto Panfi, Pietro Migliaccio, Biagio D’Alise) vota contro e rompe l’unità del partito. Il centrodestra s’infuria. I grillini presentano un emendamento, ma viene bocciato. La civica Lolini si astiene. Passano i giorni, sull’argomento nascono fazioni contrapposte. Ci s’accapiglia su Facebook, a suon di colpi sulle tastiere dei pc; si discute ai bar, al mare, dal parrucchiere, in birreria. Arrivano le prime indiscrezioni su una possibile delibera dedicata ai soli fine settimana: è la traccia vincente.

Circolazione. Per i residenti cambia poco. Il diritto di transito nelle viuzze rimane. Chi non abita in centro storico avrà vita dura a ottenere qualche permesso per accedere con l’auto dentro il cuore della città. Intatti (ci mancherebbe altro) i diritti dei disabili. Dalle 20 di venerdì e fino alla mezzanotte della domenica scatta il divieto di transito nella cosiddetta bretella destra, ovvero il circuito porta Corsica – piazza del Sale – ponte via Saffi. Rimane la possibilità di circolare nel lato sinistro dell’esagono, quello che da porta Corsica va a porta Nuova sino al carcere di via Saffi.

Nodo Parcheggi. È confermato: le auto di Comune e Provincia sono destinate a finire fuori dall’esagono. Di spazio ce n’è in abbondanza nei parcheggi di campo Amiata e via Oberdan. Liberi, quindi, i posti auto nelle vie Mazzini e Saffi che rimangono a disposizione dei cittadini. «Nessuno viene sfrattato da casa», gongolano i promotori della pedonalizzazione. Anzi, i residenti incassano un altro “benefit”: avranno una striscia di posti riservati al parcheggio del Vallo degli Arcieri, subito a ridosso delle Mura. Nessuno stravolgimento, era ovvio, per chi ha un garage. Ma fermarsi con l’auto sotto i palazzi non sarà più possibile. Le piazze. Piazza della Palma sarà pedonale. Anche in questo caso il “fuori le auto dentro la gente” vale dal venerdì sera alla domenica notte. A questa piazza si affiancheranno pure piazza del Sale, San Francesco, Martiri d’Istia e dintorni. Cos’altro serve. E adesso? Ecco, qui potrebbero aprirsi infinite chiacchiere. Perché i contrari alla pedonalizzazione non lo sono a prescindere. In tanti potrebbero anche essere disponibili a tentare, ma non sopportano che il centro sia abbandonato a se stesso, con palazzi storici che cadono a pezzi (Mensini, ex ospedale), arredi ridicoli e illuminazione pessima. Agire anche su questo, con gli investimenti annunciati e magari altri da mettere in cantiere, non sarebbe male.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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