Il dolore
Protesta per il cavallo “sfrattato”
Una operatrice ippica minaccia la sciopero della fame
FOLLONICA. Silvia Martellotta vuole poter tenere e accudire il suo cavallo nei box dell'ippodromo follonichese e minaccia lo sciopero della fame. E' rimasta solamente lei ad avere un contenzioso con la società che gestisce l'impianto: di tutti gli allenatori e proprietari di equini, che fino all'anno scorso avevano i loro animali all'interno del centro di allenamento della struttura ippica, è rimasta aperta solo la questione dell'operatore ippico Martellotta, che ieri mattina ha protestato di fronte all'ingresso del Comune. “Follonica. Operatore ippico in sciopero della fame per accesso negato al mio cavallo, lavoro, passione”: questo il messaggio scritto su un cartellone.
Per capire meglio la questione occorre fare un passo indietro: nel 2013 la società, che ha in gestione dalla Follonica Corse e Cavalli, concessionaria dell'ippodromo, la parte sportiva del centro, ha portato avanti una rivalsa nei confronti di quasi tutti i proprietari degli animali tenuti nei box e accuditi nelle strutture del centro di allenamento. Per la società quelle persone erano abusive e come tali non potevano entrare più in quella zona dell'ippodromo. Unica opzione, portare via i cavalli. Ad aprile era stata inviata una lettera dove si intimava di lasciare liberi i box al più presto, poi a dicembre la chiusura definitiva dei cancelli. I cavalli erano accuditi dal personale interno della struttura. Con il passare dei mesi quasi tutti i proprietari dei cavalli li hanno portati altrove: eccetto appunto Martellotta. «La mia situazione non è uguale a quella degli altri – ha spiegato l'operatrice al sindaco Andrea Benini – Il cavallo mi è stato donato e non avevo un contratto, ma non mi sono mai arrivate fatture da pagare. Chiedo di poter lavorare e curare il mio cavallo». Il sindaco dopo aver ascoltato la storia che comunque già conosceva, ha chiamato i vertici della società che hanno fissato un incontro con Martellotta alla presenza di Benini. «Il Comune deve tutelare che vengano preservati i diritti fondamentali di una persona, questa è l'unico aspetto su cui possiamo intervenire», ha spiegato il sindaco.
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