«Portiamo il tetto a un minimo di 50 euro»
GROSSETO. «Nessuno è contrario all’uso della moneta elettronica. Ma così non va bene»: è furioso Mauro Ciani, direttore Confartigianato. Per lui, l’avvento delle macchinette mangia carte di credito...
GROSSETO. «Nessuno è contrario all’uso della moneta elettronica. Ma così non va bene»: è furioso Mauro Ciani, direttore Confartigianato. Per lui, l’avvento delle macchinette mangia carte di credito – se proprio indispensabile – doveva avvenire con certi paletti. Certezze peraltro in buona parte già previste nelle prime stesure del decreto, poi modificato. E infatti l’associazione si è già mossa: «Abbiamo proposto un tetto di 50 euro minimi di spesa. Inoltre, vogliamo che i soggetti con fatturato inferiore ai 500mila euro siano esclusi dall’avvento dei Pos fino al 30 giugno 2015». Un limite destinato a dimezzarsi nel 2016. Per la Confartigianato occorre l’avvio di «Un tavolo tra sistema bancario, Stato e associazioni che porti ad agevolazioni nel credito e convenzioni per chi adotta questo sistema di pagamento. Diremo alle imprese di ottemperare solo nel momento in cui tutto sarà risolto con attenzione alla micro impresa e a quelle aziende marginali in termini di fatturati». Poi l’aggiunta sibillina: «Guardiamo anche alle grandi società di capitali, perché tutti devono contribuire a un fisco equo e a una diminuzione delle aliquote».
Polemica anche la Cna, con il direttore Renzo Alessandri che ricorda come «In Italia non c’è la cultura del pagamento elettronico: l’87% delle transazioni sono ancora in contanti» e ogni carta di credito viene strisciata «circa 33 volte all’anno, contro una media europea di 93 operazioni». Per Alessandri,«ancora una volta tutto cade addosso alle imprese«. Una nota positiva c’è: la Cna si è mossa e ha scelto di attivare «convenzioni con più banche per ridurre costi d’installazione, affitto e commissioni legate ai Pos». (m.b.)
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