Finanza
Geotermia: progetti e polemiche «Aspettiamo risposte dai sindaci»
Il Comitato S.O.S. chiama in causa i primi cittadini eletti nelle file del Pd che si sono detti contrari Barbagli (A/gente comune di Cinigiano) ribadisce il suo no e chiede monitoraggi continui
AMIATA. Geotermia in Amiata dalle mille sfaccettature, con prese di posizione quotidiane fra chi dice no a tutti i tipi di sfruttamento geotermico, chi fa dei distinguo fra la geotermia di Santa Fiora e Piancastagnaio e quella, ipotetica, a media entalpia, di Montenero d’Orcia, chi se ne serve per attaccare gli avversari politici, chi prova a capire come stanno veramente le cose e se ci sono spiragli di intervento per stoppare Montenero. Insomma una questione che dopo aver acceso il clima preelettorale, ora continua ad avere strascichi che, in effetti, poco o niente aggiungono alle ormai collaudate prese di posizione note. Di certo, cosa si sa? Si sa che la società Gesto ha inoltrato istanza di Via per una centrale a Montenero d’Orcia. Si sa che Bagnore 3 sta funzionando, Bagnore 4 è quasi in drittura d’arrivo, che Piancastagnaio è in piena attività e che il sindaco di Abbadia (unica a non aver firmato il protocollo 2007) Fabrizio Tondi è andato ad un abboccamento con Enel per una “futuribile” ipotesi di sfruttamento geotermico.
Le posizioni: il coordinamento SOS geotermia dice no a tutto e continua a invocare una moratoria anche per Bagnore e Piancastagnaio oltre che dire no a Montenero. Ma soprattutto stuzzica i sindaci amiatini Pd a mostrare cosa sanno fare: «Si procede anche per la centrale di Montenero - sottolinea il coordinamento antigeotermico - Aspettiamo al varco i sindaci amiatini del Pd. Il sindaco, riconfermato, Franci di Castel del Piano, che più di altri si era esposto con apodittici no ad altra geotermia, si è premurato di rilasciare dichiarazioni che lo vedrebbero al lavoro per evitare questa nuova centrale, peraltro senza sanare la contraddizione tra quest'ultima, di 5 megawatt a ciclo chiuso e quella in costruzione a Bagnore 4 a rilascio libero in atmosfera che porterà la potenza a 60 megawatt ed i cui effetti sulla qualità dell'aria, a causa dei venti prevalenti, si sentiranno soprattutto ad Arcidosso e, appunto, Castel del Piano. Gli altri, tranne la neoeletta sindaca Sani di Cinigiano che si associa al Franci, finora, tacciono, ma la sensazione è che siamo di nuovo di fronte al solito balletto al quale avevamo assistito nei primo anni 2000».
Dicendo di aspettare al varco i sindaci, SoS geotermia afferma: «I cittadini sono oggi più che mai chiamati a dare una ferma risposta e chiedere che non solo non si inizi neanche la procedura per la centrale di Montenero, ma che si arrivi finalmente alla moratoria su tutta la geotermia in Amiata». Giovanni Barbagli della civica A/ gente comune di Cinigiano così conclude un suo lungo attacco all’atteggiamento tenuto dal suo Comune: «Noi appoggiamo la richiesta dei Comitati e dei consiglieri di minoranza dei comuni dell’Amiata di convocare un consiglio comunale aperto entro il 24 agosto termine ultimo per presentare le osservazioni alla Gesto, in più chiediamo di poter disporre di un altro progetto che possa essere predisposto da soggetto interessato alla geotermia per avere una termine di paragone ed evitare così il monopolio Gesto sulla materia, Inoltre ci batteremo perché un Ente scientifico diverso da Arpat esprima parere scientifico sul progetto Gesto. Infine che ci dicano in che modo eserciteranno i controlli sulla realizzazione degli impianti e sulla gestione dei medesimi».
Una presa di posizione netta, quella di Barbagli, che conclude: «La nostra proposta è che in ogni comune interessato sia messo a disposizione dei cittadini un sistema di video controllo che in tempo reale consenta a tutti la verifica di quanto sta accadendo».
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