Il dolore
Sfregiate le nuove balaustre del Maiano
Attacco con le bombolette di vernice di un gruppo di giovani vandali. Bonifazi: «Lì abbiamo già speso 300mila euro»
GROSSETO. «Un gruppo d’idioti ha imbrattato le balaustre in vetro della terrazza da poco riqualificata del bastione Maiano». Nulla descrive meglio quel che è accaduto delle parole del sindaco Emilio Bonifazi. Venerdì qualche fenomeno s’è voluto divertire a modo suo. Prima ha vomitato il contenuto di alcune bombolette spray a ridosso della panoramica, poi se l’è data a gambe. «Non di notte, ma alle 5 di pomeriggio» segnala sul profilo Facebook de Il Tirreno una lettrice. «Erano quattro o cinque ragazzi, quando mi hanno vista hanno raccolto le bombole e sono scappati».
Tirato a lucido dal Comune con un investimento di 300mila euro, il Maiano è stato riaperto al pubblico - dopo anni di contenziosi e nulla - da appena 6 mesi. Lì sono ancora da ultimare le scale d’accesso alle piazze basse, annunciate e mai concluse. Ma il progetto è sano e - una volta tanto - in larga misura realizzato. In larga misura, perché oltre agli interventi strutturali da completare c’è chi ha insistito (invano) per avere un punto d’aggregazione. Un chiosco, un gazebo, un piccolo bar. Qualcosa che potesse scoraggiare i cretini delle bombolette e i vandali seriali, quelli che prendono a calci e pugni tutto ciò che trovano lungo il loro cammino: dalle luci sulla scalinata a due passi dal Cassero sino, appunto, alla terrazza del Maiano.
Ecco, forse quella è la cosa che manca. Anche perché lì, assicura l’amministrazione, l’area è illuminata a dovere. Intanto il sindaco torna a fare riferimento alle telecamere. Spesso deterrente sì, ma non sempre facili da installare. Rendere il capoluogo un maxi Grande Fratello costa. E forse non è neppure il massimo della vita. Inoltre, sulla terrazza «la telecamera sarebbe la prima cosa a essere distrutta», dice Bonifazi. E piazzarla a una distanza di sicurezza significherebbe utilizzare un occhio elettronico a forte risoluzione, dunque mettere in cantiere «lavori abbastanza complessi in termini di cavi». Ma il sindaco non molla. Assicura d’aver già rafforzato i passaggi della municipale sull’esagono e non intende sentir giustificazioni da palati fini. «Spero nessuno voglia scomodare scuse di natura sociologica: non mi si venga a dire che quelle scritte sono manifestazioni di disagio sociale. O che sono colpa del fatto che non si fanno abbastanza iniziative per i giovani (ma a patto che si facciano sotto le finestre degli altri) perché questo scempio è figlio esclusivamente d’ignoranza e disprezzo delle più elementari regole d’educazione e convivenza civile».
Le regole, appunto. Quelle che arrivano da famiglia, scuola, sport. Quelle che dovrebbero impedirti di dar vita a una sassaiola contro delle balaustre. Invece pure questo hanno sofferto i vetri della terrazza al Maiano. Infranti in più punti, ridotti a rottami a pochi mesi dalla loro installazione. Lavori pagati fior di quattrini. Euro arrivati dalle tasche dei grossetani. «Ora dovremo spendere altri soldi pubblici» dice Bonifazi riguardo alle opere di pulizia. «Interverremo al più presto. Ma è ignobile che gruppuscoli d’incivili possano ridurre in quel modo ciò che è un patrimonio di tutti». Intanto c’è chi s’è già mosso: alcuni grossetani hanno preso cencio e guanti e si sono dati da fare.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
