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MONTE ARGENTARIO

Pegaso e soccorsi notturni: un caso

Pegaso e soccorsi notturni: un caso

Piazzola per l’elicottero e medici sulle ambulanze, eterni problemi

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MONTE ARGENTARIO. Un incidente o un malore all’Argentario? Fatti i debiti scongiuri, può essere un problema serio specie se servono soccorsi immediati. E specie di notte.

L’ultima dimostrazione viene da due fatti: la disavventura casalinga della turista americana ustionata in casa per l’incendio della lavatrice con relativo rocambolesco soccorso di Pegaso 2; e l’assemblea dei confratelli della Misericordia di Porto Santo Stefano che, domani alle 21,15 nell’oratorio di via Galli, discuterà tra le altre cose della turnazione interna per assicurare la presenza del 118 nelle ore notturne.

Due episodi diversi tra loro ma che mettono in luce altrettante carenze nella sanità dell’Argentario. Qui, se un cittadino o un turista ha bisogno di soccorso immediato, può solo augurasi che l’eliambulanza trovi un posto adeguato. Quasi sempre si vede Pegaso volteggiare in aria alla ricerca di uno spiazzo in cui atterrare in sicurezza. Dal Campone, alle Piane, fino al Siluripedio, sperando di non trovare macchine parcheggiate che tolgono la possibilità d manovra.

Nel caso dell’ultimo intervento, era libero il Siluripedio, per fortuna. Eppure di una piazzola per l’elisoccorso si parla da una ventina d’anni. Si sono avvicendate amministrazioni comunali e vertici della Asl, si sono fatti i nomi di più siti ma non si è mai concluso nulla. E ora?

«Ora non sappiamo cosa fare _ dice il sindaco, Arturo Cerulli _ perché non è facile individuare una piazzola da mettere a norma. Vedremo di trovare qualcosa, ma questo territorio non offre luoghi adatti. "ppure per noi significherebbe una maggiore garanzia e tranquillità, visto che di notte non abbiamo neanche il medico».

A fare eco alle parole del sindaco sono i dirigenti della Confraternita. Loro, così preziosi e di supporto alle istituzioni, si devono arrendere quando mancano le strutture. Come succede col 118 h24 tutto l’anno: «Il personale lo abbiamo e lunedì decidiamo i turni. Ma due mesi l’anno sono decisamente pochi». Da settembre a giugno, le ambulanze con il medico sono pronte a intervenire dalle 8 alle 20, di notte bisogna aspettare mezzi e sanitari dai paesi limitrofi.

Paola Tana

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