Il dolore
«Basta lamentarsi, ripuliamo noi»
GROSSETO. Ennesimo atto vandalico, non è il primo e non sarà neppure l’ultimo. Eppure, l’idea che qualchuno si diverta a imbrattare luoghi appartenenti a tutti fa male. La notizia gira sul web....
GROSSETO. Ennesimo atto vandalico, non è il primo e non sarà neppure l’ultimo. Eppure, l’idea che qualchuno si diverta a imbrattare luoghi appartenenti a tutti fa male. La notizia gira sul web. Centinaia di commenti. Qualcuno, stanco di stare dietro uno schermo a battere le dita sulla tastiera, dà la scossa: troviamoci al bastione e puliamo quelle scritte.
Il primo pomeriggio di ieri Fernando Bruno, Riccardo Ciolfi e Riccardo Cavalletti lo passano sopra la terrazza che custodisce l’antico acquedotto cittadino. E non lo fanno per prendere il sole. Armati di guanti, stracci e buona volontà, tirano via quasi tutto il blu sputato dalle bombolette spray sui vetri delle balaustre nuove di zecca. «Non ho resistito, ho capito che era il momento di fare qualcosa» sbotta Ciolfi, il primo a essersi fiondato sul bastione. «Vorrei smettere di vergognarmi d’essere grossetano» dice, mentre indica un paio di turisti che passeggiano sulla terrazza. «Ecco, in queste circostanze mi vergogno. E vorrei che questo sdegno prendesse tutta la parte pulita della città, perché sono convinto che delinquenti e farabutti siano la minoranza. Ed è il momento che vengano individuati e perseguiti».
Bruno annuisce, poi si deterge il sudore, dà una pulita alle mani sporche di colore e continua. «Dovremmo far vivere queste Mura, la gente andrebbe educata e punita quando commette certi crimini, perché questa è una cosa allucinante. Due terzi del lavoro li abbiamo fatti, sono contento d’aver dato il mio piccolo contributo». Poi l’appello al popolo del web. «Basta commentare e commentare su Facebook, la colpa prima di tutto è nostra».
« È l’ora di finirla di vedere la città rovinata in questo modo» dice Cavalletti. Poi sgrana gli occhi, indica altre scritte - questa volta fatte sul pavimento della terrazza - e i segni di qualche sassata arrivata sui vetri. Il Maiano ha subìto anche questo. Intanto il caldo si fa sentire, le magliette sono zuppe di sudore e in giro è forte l’odore del diluente usato per “trattare” i vetri un po’ alla meglio.
Un’opera buona - e forse anche qualcosa in più - il trio l’ha fatta. Torna alla mente la denuncia che si beccò il sindaco Bonifazi dalla Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici di Siena dopo aver tirato a lucido il monumento ai caduti: opera risalente al 1929, vincolata e dunque “intoccabile”. Ovvio, dalla statua alle transenne (datate dicembre 2013) il passo è lungo. Ma il parallelo ci sta. Ne è consapevole pure chi s'è dato da fare. Ma la voglia di mettere a posto quell’angolo di città ha vinto su tutto. E già si guarda oltre. L’appuntamento - quello sì - corre sul web. «Ci sono rimaste da pulire 7 finestre su 20. Ci vediamo alle 10 di domani mattina (stamani, ndc)» scrive Bruno su Facebook. Altri s’accodano. C’è entusiasmo, voglia di non lasciare andare in malora la città e gli spazi comuni. Qualcuno s’è svegliato.(m.b.)
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