Sicurezza
«A Principina è solo l’inizio Da domani riprendono i tagli»
Monaci (lavori pubblici) spiega le operazioni in corso nel bosco malato dopo le proteste degli abitanti «Prevediamo abbattimenti in settimana a partire da Marina con 60 alberi e altri in autunno»
PRINCIPINA A MARE. Gli abitanti di Principina a Mare si lamentano per gli abbattimenti lasciati a metà di pini malati? Qualche giorno di pazienza e avranno pane per i loro denti. E sarà un pane salatissimo in termini di costi ambientali. L’assessore ai lavori pubblici del comune di Grosseto, Giuseppe Monaci, non vuole «replicare» ma «spiegare» come procedono i lavori a Principina, paese dalla sfortunata pineta. Quelli che ombreggiano la frazione sono infatti pini marittimi, specie che negli ultimi anni dalla Spagna alla Francia è stata attaccata da un micidiale insetto, il Matzococcus, che non lascia scampo: le piante vanno abbattute.
A Principina il Comune ha quantificato il danno in 350 piante da abbattere, insieme ad altre 150 poco distanti, a Marina in via del Tombolo.
Martedì scorso in via delle Arselle a Principina sono arrivate le motoseghe e un intero tratto di pineta è stato abbattuto. Gli abitanti hanno protestato: un po’ perché – dicono – a pensarci prima e potare bene, le piante si potevano salvare, come hanno fatto nei loro giardini privati confinanti con la pineta infetta. Un po’ perché secondo loro la ditta che ha fatto il lavoro per conto del Comune ha lasciato ceppi pericolosi sulle strade, sporco in terra e tanti altri pini secchi. «Sono state riferite tante fesserie – dice oggi Monaci – dovute senz’altro alla sensibilità che c’è sul problema ma anche a tanta ignoranza in materia e mi spiace per la serietà e i professionisti che vi lavorano».
Il lavoro «a metà». Monaci spiega che non c’è nessun lavoro a metà, ma che ci sono diverse azioni da fare e che ognuna ha i suoi tempi. «Il lavoro in via delle Arselle c’è da finirlo, sì, ma non a luglio o agosto bensì a settembre, ottobre. Perché a questa prima fase di abbattimenti seguirà quella di piantumazione di nuovi alberi, pini domestici immuni al Matzococcus e altre specie, tutti già alti di 8-10 anni. E gli alberi non si possono piantare ora di luglio. I giudizi vanno dati a lavoro finito». Perché dunque non tagliare a settembre? «Perché – spiega Monaci – quella zona di pineta è tra le case, la gente ci passeggia, ci porta il cane: era diventata pericolosa. I pini secchi cadono. Vogliamo parlare della tragedia accaduta a Firenze, dove una donna è stata travolta da un albero secco ed è morta?».
Monconi e potature mancate. Quanto alla presenza di ceppi di pino sulla strada, che gli abitanti temono possano essere pericolosi per la circolazione, Monaci spiega che «il pino va rasato a livello dell’asfalto» e di aver ricevuto rassicurazioni dalla ditta, la Tucciaroni, che l’opera era stata eseguita correttamente. «Se hanno lasciato ceppi più alti – aggiunge comunque l’assessore – va da sé che il lavoro va ritoccato. E così per lo sporco in terra».
Via 350 pini da lunedì. Un secondo capitolo del lavoro è quello che ricade nell’ordinanza 67 emanata dal sindaco il 20 giugno che prevede di abbattere 500 pini tra Marina e Principina. «È il secondo punto del lavoro – spiega Monaci – che ancora la gente non ha visto. L’ordinanza riguarda gli alberi che, lo dico in modo diretto, possono cadere in testa. Per questi la prossima settimana sarà all’opera un altro cantiere con un’altra ditta». Dopo l’ordinanza del sindaco la procedura di assegnazione dei lavori è stata completata venerdì estraendo a sorte la ditta tra le tre rimaste, perché una aveva rinunciato. Sarà la Barili di Viterbo. «La ditta sarà presa “per mano” dai nostri tecnici che le indicheranno quali pini abbattere», dice Monaci.
Si parte da Marina. I primi ad essere abbattuti saranno 60 pini a Marina. «Perché farlo ora d’estate a stagione iniziata? Perché l’incolumità della gente non è uno scherzo», dice Monaci. Unico accorgimento, rispettare gli orari dedicati al riposo. L’accordo è che la ditta farà il lavoro a costo zero, prendendo in compenso la legna.
A ottobre tocca a 30 ettari. Il terzo step è previsto per ottobre quando il Comune abbatterà i pini su altri 30 ettari costieri che ricadono in terreno demaniale e su cui ha ottenuto di poter agire. «I soldi, in questo caso, ce li mette la Regione – conclude Monaci – perché in collaborazione con la Provincia il nostro è stato ritenuto un buon progetto anche per l’antincendio».
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