Sicurezza
Nella “nuova” Provincia spunta il nome di Balocchi
Il sindaco di Santa Fiora potrebbe essere il nuovo presidente del futuro ente Intanto il suo partito rivendica il proprio ruolo: «Il Pd dovrà fare da coordinatore»
GROSSETO. C’è il segretario provinciale del Partito democratico, Barbara Pinzuti, che ringrazia; c’è il presidente uscente, Leonardo Marras, che accompagnerà la Provincia in una fase di transizione che durerà fino a settembre; e c’è – sarà un caso, e forse lo è davvero – Federico Balocchi, giovane sindaco di Santa Fiora, fresco di elezione, di cui si parla anche come di un possibile candidato a presiedere la “nuova” Provincia.
Ci sono loro tre, nella sala conferenze della federazione del Pd a Grosseto, dove il segretario Pinzuti e il presidente Marras sottolineano il ruolo della politica e del Pd per dare senso a un ente, in cui il consiglio e il presidente non sono più eletti direttamente dai cittadini, ma il consiglio viene eletto dall’assemblea dei sindaci di tutti i Comuni del territorio e il presidente, a sua volta, è un sindaco eletto dal consiglio.
C’è da gestire una nuova fase, in cui i sindaci saranno i veri protagonisti, ma non si può andare in ordine sparso, dicono Pinzuti e Marras.
«La Provincia – dice Barbara Pinzuti – avrà meno funzioni da svolgere e sarà governata dall’assemblea dei sindaci, in un momento in cui ci sono sempre meno risorse per i Comuni e sempre più aspettative da parte dei cittadini, e i sindaci sono chiamati, in prima persona, a occuparsi di più cose».
Una fase nuova e inesplorata, in cui – prosegue il segretario Pinzuti – viene a mancare un fulcro di coordinamento, un importante punto di riferimento politico, in un territorio vasto, eterogeneo e marginale, rischia di mancare quella regia politica che ha permesso di affrontare, uniti, tutta una serie di questioni. Il Partito democratico, insieme al presidente e ai sindaci, dovrà farsi carico di supplire a questa azione di coordinamento».
«Se non c’è la Provincia – dice Marras – occorre che la politica sopperisca, con la volontà di essere uniti: a noi compete mettere insieme le volontà per costruire politiche territoriali. Non si può andare ovunque in ordine sparso, conteremmo meno del due di briscola».
Chi sarà il presidente, dal prossimo settembre? Potrebbe essere il sindaco del comune capoluogo, ma anche, invece, il sindaco di un comune più piccolo, e Federico Balocchi avrebbe, dalla sua, dopo cinque anni da assessore provinciale al bilancio, anche la conoscenza approfondita della macchina amministrativa della Provincia.
Lui si schermisce e non sembra così smanioso di ricoprire quell’incarico. «La Provincia, in questi anni, ci ha richiesto un lavoro a tempo pieno, e non perché fossimo lenti – dice Balocchi –. I sindaci, anche quelli dei Comuni più piccoli, hanno tutti gli stessi problemi che bussano alle loro porte».
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